In questa azienda la vitellaia è passata dall’essere un reparto critico – crescita non uniforme, presenza di diarree, svezzamento avanzato – a diventare un punto di forza, grazie a un nuovo approccio alimentare, correzioni operative puntuali e una gestione quotidiana resa più semplice e routinaria. Un esempio concreto di come tecnica e pratica possano convergere per migliorare sanità, efficienza e qualità della futura mandria.
LEGGI TUTTOTra le relazioni presentate al recente seminario SATA a Desenzano del Garda, l’evento di formazione e aggiornamento tecnico del Servizio di assistenza tecnica agli allevamenti dell’Associazione regionale allevatori della Lombardia, due hanno considerato i costi di produzione. Con un occhio alla pianura e uno alla montagna, la conclusione è univoca: le aziende che investono nella componente agronomica, nella qualità dei foraggi e nella lettura dei propri numeri ottengono un costo più stabile e risultati più regolari nel tempo. Le differenze geografiche e di altitudine ci sono e hanno un impatto. La struttura economica della stalla, però, resta ancorata allo stesso principio: l’efficienza è il risultato di scelte quotidiane che collegano il campo alla stalla.
LEGGI TUTTOGenetica avanzata, corretta colostratura, prevenzione sanitaria e personale formato sono i pilastri per ridurre le perdite in vitellaia, anticipare il primo parto e rendere la rimonta un vero investimento per l’azienda.
LEGGI TUTTOI trattamenti tradizionali della chetosi puntano all’aumento della glicemia, ma trascurano di inibire la demolizione dei grassi di deposito e controllare i conseguenti processi infiammatori.
LEGGI TUTTOL’ipocalcemia clinica o collasso puerperale colpisce da 2% a 5% delle bovine di seconda lattazione e oltre, mentre l’ipocalcemia subclinica riguarda da 50% a 70% degli stessi soggetti. I sintomi di quest’ultima possono non essere così evidenti, ma livelli di calcio inferiori alla norma fanno comunque prevedere l’insorgere di patologie all’inizio della nuova lattazione.
LEGGI TUTTOLa buona gestione dell’ipocalcemia subclinica è uno dei fattori che distinguono le aziende eccellenti da quelle nella media. Nonostante i progressi in ambito alimentare e gestionale registrati negli ultimi decenni, si stima che almeno il 50% delle bovine vada incontro a ipocalcemia subclinica dopo il parto. Le informazioni condensate in questo articolo sono piuttosto semplici; più difficile può risultare la messa in pratica di poche regole con costanza e precisione.
LEGGI TUTTOIl Rapporto Ismea 2025 conferma il ruolo strategico del settore per l’economia nazionale. Dal Governo oltre 15 miliardi di euro in tre anni per filiere, innovazione e giovani.
LEGGI TUTTOUna rassegna internazionale affronta i principali disturbi metabolici del bovino da latte nel periodo di transizione – sindrome della vacca grassa, chetosi, ipocalcemia e ipomagnesemia – analizzando i meccanismi fisiopatologici, i fattori predisponenti e le strategie preventive e i supporti nutraceutici più recenti per migliorare la risposta metabolica e a ridurre la loro incidenza.
LEGGI TUTTODalle prove scientifiche alle esperienze di campo, la ricerca individua nel controllo della lettiera un punto chiave per ridurre il rischio d’infezioni mammarie e migliorare la qualità del latte. Ne ha parlato il prof. Paolo Moroni in un recente incontro in provincia di Brescia.
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