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Azienda Fratelli Luppi. Tecnologia, spazio e tanto, tanto benessere: la ricetta che funziona

Tanta tecnologia, ma anche tanto spazio e tanto, tanto benessere in questa bellissima stalla di Bondeno di Gonzaga in provincia di Mantova. I fratelli Alessio e Fabiano Luppi non hanno lasciato nulla al caso e hanno studiato ogni dettaglio per avere una struttura in grado di garantire il massimo benessere agli animali e una gestione ottimale. I risultati, a meno di un anno dall’entrata degli animali nella nuova struttura, già si vedono: più latte, meno problemi, meno farmaci utilizzati.

 

Stalla Azienda Fratelli Luppi

 

Quando la mattina Alessio e Fabiano Luppi entrano in stalla (una nuovissima stalla che raggiungerà a breve l’anno di vita) la prima cosa che fanno è sedersi alla scrivania dell’ufficio e dare un’occhiata al monitor, dove il gestionale riassume loro la quantità di informazioni che l’ampia dotazione di elettronica presente raccoglie dai singoli animali.

 

Ma, al contempo, e senza muoversi, danno un’occhiata anche la mandria dal vero, guardando attraverso la grandissima finestra che permette di andare con l’osservazione praticamente su tutta la stalla. Un dettaglio, ma anche questa sistemazione dell’ufficio e la spettacolare finestra sulla stalla la dicono lunga su questa realtà, e sulle tante meraviglie che offre al visitatore. 


Un ufficio sulla stalla, anzi, “dentro” la stalla


Si parlava dell’ufficio, e quindi partiamo da qui. Quanto è importante avere uno spazio adeguato, luminoso, comodo, dove poter passare del tempo a visualizzare e ragionare sui dati che arrivano dal monitor del computer? Molto. Anche perché – e i fratelli Luppi lo confermano – quanto più si ha una dotazione di sensori elettronici nella mandria tanto maggiore deve essere il tempo (e tempo di qualità, non ritagli rubati a questo o quello) passato a ragionare sui dati, per costruire su di essi il lavoro in stalla.

 

Se poi, come si accennava, si è in un ufficio ma è come se si fosse realmente nella stalla, grazie alla grande finestratura, ancora meglio. C’è dell’altro: la posizione del locale è esattamente di fronte al recinto più delicato della stalla, quello dove sono messe le bovine nell’immediato post parto. Quelle che hanno più bisogno di attenzione, quelle dove l’occhio umano fa ancora la differenza rispetto all’occhio elettronico. Casuale questa posizione del box di post-parto? Certo che no. Come nessuna casualità, ma solo un continuo ragionamento e l’osservazione di tantissime stalle visitate in precedenza per capire pregi e difetti, ha portato alla realizzazione di questa nuova stalla e sulla sua organizzazione degli spazi. 


Vitellaia con pavimentazione a doppia pendenza


A questo punto usciamo dall’ufficio, ma non entriamo nella stalla, bensì ne usciamo. Qui, su un piazzale ben distanziato della struttura per le bovine, troviamo la vitellaia. Date un’occhiata alle immagini: decisamente una cosa interessante. La scelta è andata sugli igloo Calf-Tel e mai c’è stato un momento in cui la scelta è stata messa in dubbio da qualche perplessità: ottime strutture, per foggia e per materiale.

 

vitellaia Azienda Fratelli Luppi

 

Ma i Luppi ci hanno messo anche del loro, per fare le cose ancora meglio. Il piazzale su cui sono posizionati gli igloo ha infatti una doppia, opposta pendenza. Difficile rendersi conto a occhio nudo, ma poi la cosa diventa evidente avvicinandosi, anche (o soprattutto) in un giorno di pioggia. Una sorta di baulatura a schiena d’asino, per usare un termine preso dall’agronomia e dalla sistemazione dei terreni. Soltanto che non è arcuata, ma ad angolo ottuso. Un po’ come fossero le falde di un tetto. La linea di colmo che unisce le due parti in pendenza passa esattamente per la linea che divide gli igloo dal loro parchetto esterno.

 

Una pendenza che si dimostra utile per sgrondare la frazione liquida (ad esempio la urine nella parte coperta; urine, acqua, pioggia, latte nel parchetto) che percola attraverso la lettiera e viene così allontanata dalla dimora del vitello. Che così se ne sta più asciutto. Un bel lavoro fatto quando si è creata la pavimentazione, con in mente esattamente ciò che si voleva ottenere.

 

Per completare l’argomento vitelli va segnalato il pastorizzatore per il latte. Normalmente il protocollo di lavoro prevede per i vitelli i primi due giorni di latte materno, seguito a 13-14 giorni di latte in polvere e, a seguire, latte di scarto pastorizzato. Tuttavia non viene mai dato latte di scarto di animali trattati con antibiotici. L’utilità di uno strumento come il pastorizzatore è sottolineata qui anche per il suo importante aiuto nel dare un latte sempre a temperatura corretta a tutti i vitelli, in quantità esatte grazie alla pistola erogatrice. Un passaggio non di poco conto per avere vitelli sani fin dall’inizio


Entriamo in stalla


Direi che a questo punto è arrivato il momento di entrare nella stalla vera e propria. Magari passando dalle aperture lungo le corsie di alimentazione, che nelle giornate invernali sono chiuse da tendaggi a listoni plastici mobili, come si può vedere nell’immagine.

 

tende a frange protezione stalla

 

Si ripara la stalla, ma si consente anche il passaggio indisturbato del Juno, il robot avvicina foraggio di Lely che qui fa il suo lavoro silenziosamente ed efficacemente. L’alternativa sarebbe stata il dover lasciare aperto l’ingresso, ma così si è risolta brillantemente la faccenda per i mesi più freddi.

 

Ormai siamo dentro la stalla. Cosa colpisce di più? Difficile dirlo perché sono tanti i dettagli da citare. Tuttavia c’è un particolare che consente di vedere chiaramente questi dettagli. Letteralmente. È la grande luminosità della stalla. Proprio la luce, spesso tallone di Achille di strutture anche recenti, qui c’è e ce ne è in abbondanza. Di giorno, grazie soprattutto al grande cupolino trasparente, oltre al fatto che la stalla è completamente aperta sui quattro lati con teli di copertura mobili alle pareti

 

Ma anche quando è buio, con il sistema di illuminazione automatica che mantiene costante il fotoperiodo tutto l’anno a 16 ore di luce e 8 di buio. Una soluzione proposta e installata da CMP, studiata per dare di giorno e di notte la luce ottimale. Sempre realizzato da CMP è poi il sistema di ventilazione, con ventilatori posti in diagonale sopra le cuccette, l’area di alimentazione e l’area di accesso ai robot per indirizzare il flusso dell’aria verso l’esterno e favorirne il miglior ricambio. Lungo le corsie di alimentazione e nell’area di acceso alla mungitura c’è il sistema di bagnatura delle bovine a goccia pesante, con radar che aziona l’impianto solo nella sezione in cui sono presenti le bovine, per ridurre il consumo di acqua. 


Corsie e pendenze


Come potete notare dalle immagini, la stalla è completamente metallica. Una struttura leggera, “elastica”, a prova di eventi sismici che qui, recentemente, hanno lasciato il segno in molte strutture in cemento. L’altezza massima al cupolino è di circa 15 metri; le falde (coibentate, con pannelli sandwich di 5 cm) hanno una pendenza del 30% (per favorire la miglior circolazione di aria nella stalla) e si arriva a un’altezza in gronda di 5,15 metri. 

 

Continuiamo. La stalla è lunga 80 metri e da una estremità all’altra c’è un dislivello di 40 cm. Il che assicura una pendenza tale da migliorare il deflusso delle parte liquida delle deiezioni verso l’estremità, dove un pompa invia nella vasca dei liquami. Le corsie hanno anche una pendenza verso il centro della corsia, dove una canalina di raccolta è alloggiata nel vano in cui scorre la fune per la ruspetta, i cui passaggi sono impostati ogni quattro ore


Cuccette e materassino


E veniamo alle cuccette. Cuccette che ci sono su tutta la stalla tranne box parto, infermeria e separazione dove ci sono le bovine separate nei 3-4 giorni dopo il parto. La struttura è, infatti, divisa in due parti: da un lato c’è il settore lattazione, dall’altro manze gravide, asciutte e post parto. Ci sono tre file di cuccette contrapposte testa-testa. È stato scelto di lasciare più spazio tra le due file di cuccette, per dare modo alle bovine di coricarsi e rialzarsi con la massima comodità.

 

La base in cemento delle cuccette ha essa pure una leggera pendenza verso la corsia per facilitare lo sgrondo dei liquidi. Sopra questa base è messo un materassino, un particolare tipo di materassino liscio, sopra il quale è quindi distribuita due volte al giorno della paglia trinciata pulita. L’osservazione delle bovine, in particolare dei garretti, mostra la totale assenza di abrasioni, il che dimostra che anche con i materassini per le cuccette è possibile avere ottimo comfort per le bovine. 

 

Le cuccette sono tutte in prefabbricato appoggiato. I battifianchi metallici sono avvitati. Una scelta che riduce la "rigidità" della struttura: ipoteticamente tutte le cuccette potrebbero anche essere rimosse con relativa facilità, volendo passare ad altro tipo di stabulazione. Anche le rastrelliere a moduli possono essere smontate perché avvitate; solo il piantoncino dove sono avvitate è fisso al cemento. 


Robot di mungitura full optional


A questo punto arriviamo al cuore tecnologico della struttura: i due Lely Astronaut 5, preceduti da un'ampia zona di accesso con 5,5 metri di separazione dalla zona delle cuccette, con ventilatori e doccette a goccia pensate, anche queste azionate da rilevatori di presenza

 

Attualmente sono installati due robot, con la predisposizione per una terza macchina. Ce ne sono due perché la mandria attualmente è composta da un'ottantina di vacche in mungitura, con l’obiettivo di arrivare presto al numero finale su cui è tarata la stalla di 120 capi in lattazione e 200 totali. 

 

Inutile dire che ora, con una stalla pensata per un numero decisamente superiore di animali, lo spazio e disposizione delle bovine sia extra-large, cosa che aumenta il senso di benessere animale che si percepisce immediatamente entrando. Cosa che si nota nel settore di lattazione, ma che diventa eclatante nell’altra parte della stalla.

 

Ma torniamo ai robot. Ovviamente essendo in area Parmigiano Reggiano la loro funzionalità è ridotta, con mungitura fissata su due finestre temporali che consento il rispetto dei limiti imposti dal regolamento: dalle 12 alle 18 e dall’una di notte alle 6.30

 

L’adattamento della mandria ai robot è avvenuto con il primo spostamento dalla vecchia stalla di un gruppo di una quarantina di bovine. Poi, alcuni giorni dopo, sono state inserite le rimanenti bovine, a gruppi di 7-8 animali per volta

 

Sui robot la scelta è andata a macchine full optional, per avere il massimo dei dati a disposizione: c’è il controllo delle conducibilità elettrica quarto per quarto; il contacellule (subito dopo il parto c’è il controllo a ogni mungitura; dopo 3-4 mesi dal parto, se la bovina non ha problemi, si passa a un controllo cellule ogni tre mungiture, mentre quello delle conducibilità continua a ogni mungitura. Laddove si notasse un aumento delle cellule si torno al controllo a ogni mungitura); grasso e proteine; la pesa all’ingresso nel box di mungitura, l’attivometro e il controllo della ruminazione.

 

Decisamente un bagaglio di dati (ovviamente che si aggiungono alla produzione quarto per quarto) dai quali è possibile avere un dettaglio di informazioni sulla condizione di ogni bovina assolutamente preciso e puntuale. È su questi dati che poi si ragiona per capire su quali soggetti concentrare le attenzioni. Un approccio (chiaramente unito ai benefici della nuova stalla a massimo comfort) che ha consentito un netto miglioramento delle condizioni sanitarie generali della mandria, con crescita della produzione e abbassamento della quantità di farmaci utilizzati, oltre a una gestione più tranquilla e prevedibile, con meno emergenze da affrontare. 


La parte di stalla per manze e asciutte


Lasciamo l’area di lattazione e passiamo all’altra metà di stalla. Qui troviamo una serie di recinti: c’è il box per le manze da fecondare di 14-15 mesi; quello con le manze gravide; quello della prima fase di asciutta su cuccette; il grande box per la parte finale di asciutta; il box di immediato post-parto (quello immediatamente prospiciente l’ufficio, a cui si accennava all’inizio); il box di separazione in prossimità dei robot e il box infermeria, su terra. Qui sono messe anche le bovine nell’immediatezza del parto. Perché la superficie in terra? Perché – spiegano qui – la bovina...

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