i-mesi-della-prevenzione-BVD-Boehringer

immagine

Attività svolta

Desidero ricevere una copia cartacea
Informativa sulla privacy
Iscrizione alla newsletter

lettiera di sabbia stalla vacca da latte

Monitoraggio continuo e rapidità di azione sono un grande aiuto per le zoppie

Nominare in azienda un addetto al rilevamento delle zoppie può essere una buona idea per intervenire in modo più rapido e per ridurre l’incidenza di questo problema.

 

Secondo Gerard Cramer della University of Minnesota, il problema più importante non è costituito tanto dal numero di bovine affette, quanto piuttosto dal tempo che passa tra l’insorgenza dei sintomi e il momento in cui questi vengono identificati.

 

Il metodo standard per il riconoscimento di una zoppia consiste nel “punteggio di locomozione”, il cui punto debole è nell’essere una pratica da svolgere con la massima attenzione, concedendosi tutto il tempo necessario, senza contare che alcune persone si rivelano più adatte a questo compito e altre molto meno. Inoltre, il personale addetto alla mungitura è molto indaffarato e normalmente fatica a riconoscere sintomi di zoppia lieve.


Esaminare le bovine quando sono ferme in cattura


Nel tentativo di aggirare il problema, Cramer suggerisce di esaminare le bovine quando si trovano ferme in cattura, circostanza che si verifica almeno una volta al giorno. Eseguendo regolari controlli in questo modo, si rilevò che le bovine avevano una probabilità 1,5 volte maggiore di essere curate rispetto al tradizionale punteggio di locomozione.

 

Osservando l’animale in piedi e da fermo, si deve tenere presente che la zoppia all’anteriore è di solito ben visibile, mentre il numero maggiore di casi si verifica al posteriore; l’attenzione deve essere concentrata sul modo in cui la bovina sposta il peso su un piede o sull’altro. Può trattarsi di un metodo non perfetto, tuttavia ha il pregio di una maggiore semplicità di esecuzione.

 

Retribuire una persona affinché stia ferma ad osservare le bovine può essere difficile da concepire per qualche allevatore, tuttavia è una mentalità che merita di essere acquisita.


Il trattamento degli unghioni colpiti


Circa il 60% dei veterinari statunitensi impiega trattamenti locali sulle lesioni digitali. Secondo Cramer, questa pratica può allungare i tempi della cicatrizzazione, dato che le proprietà caustiche di alcuni prodotti possono provocare ulteriori danni ai tessuti.

 

Una valida alternativa consiste nel pulire la lesione e applicare sull’unghione sano una soletta di adatte dimensioni. Nella maggior parte dei casi le solette dovrebbero essere lunghe da 13 a 16 cm e rimanere incollate per almeno quattro o sei settimane. Lasciare una soletta in posizione per troppo tempo può indurre la formazione di un’ulcera della suola inizialmente sana, a causa della pressione eccessiva.


Fonte: Caroline Stocks, “Lameness: continue monitoring and fast action”. Dairy Global, 25 Jan 2018.

 

Abbonati per continuare la lettura di Professione Allevatore

 

Se sei già abbonato

TORNA INDIETRO