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La stalla del futuro? Ecologica e smart

Le caratteristiche sempre più ricercate nella realizzazione della stalla e più in generale nelle strutture a servizio dell’allevamento sono spesso collaterali rispetto a quelle che in passato hanno indirizzato le scelte tipologiche, economiche e tecniche. Gli immaginabili orizzonti vedono una stalla smart, di facile controllo, anche remoto come nella domotica, ed ecologica non solo nel rispetto delle normative, ma proponendosi e integrandosi definitivamente nella tutela dell’ambiente, ruolo che gli spetta non solo per diritto, ma anche per dovere. Infine, deve rispettare una serie di criteri sulla competitività economica, sul benessere animale e sulla gestione del personale, che possono essere riassunti nel termine sempre più frequente di sostenibilità.

 

Stalla ampi spazi e automazione

 

L'ecologia ha assunto una prioritaria importanza sociale, oltre che avere grande peso nella promozione dell'attività e delle produzioni agricole. La sensibilità sempre crescente dei consumatori verso gli aspetti ecologici comporta un adeguamento indispensabile delle attività agricole, che per la propria natura sarebbero già orientate verso il mantenimento dell'ambiente; la questione è interpretare le diversità nel concetto di salvaguardia dell'ambiente inteso dagli operatori agricoli rispetto a quello che viene percepito da chi osserva l’attività agricola esternamente. Inoltre, gli addetti ai lavori del comparto agricolo, sia operatori diretti, sia prestatori di servizi, devono decidere su questo tema, così come su altri temi relativi alle attività agricole e zootecniche in particolare, se rimanere sulla difensiva oppure passare all’attacco.

 

Giocare in difesa significa adeguarsi semplicemente alle normative che stanno comunque richiedendo sforzi sempre maggiori, anche dal punto di vista economico, a partire dalla gestione dei liquami e delle emissioni in atmosfera. Sulla base degli adeguamenti normativi, l'azienda deve avere sufficienti capacità di stoccaggio dei reflui zootecnici e superficie utilizzabile per la loro distribuzione, gestire adeguatamente il flusso dei reflui dalla stalla alle strutture di stoccaggio e da queste alla campagna, provvedere alla copertura delle vasche e all'interramento il più possibile immediato dopo lo spandimento.

 

La capacità di stoccaggio adeguata al piano colturale aziendale, la copertura delle strutture di stoccaggio e l’interramento immediato sono comunque un fattore economico importante, perché direttamente proporzionali al recupero del valore fertilizzante dei liquami che, distribuiti nei periodi e nelle dosi corrette, consentono di limitare fortemente l’utilizzo dei concimi, eliminando anche totalmente quelli azotati.

 

Andare all'attacco implica cambiare l’immagine finora percepita, affrontando i punti critici dell'attività zootecnica e trasformandoli non solo in un valore aggiunto economico, ma anche di immagine.

 

La produzione di biogas è l'esempio più significativo, dove il punto critico dei reflui diventa un valore aggiunto economico ed ecologico. È però necessario che la produzione di biogas non derivi dall’utilizzo delle colture, ma dal solo recupero dai reflui; sicuramente ci sono degli aspetti economici da valutare nella realizzazione degli impianti in relazione soprattutto alla consistenza zootecnica, ma le diverse soluzioni consortili o cooperative possono venire in aiuto, fornendo soluzioni ottimali che consentono di ottimizzare costi e gestione.

 

La rispondenza ecologica è molto forte nelle diverse forme di produzione energetica, da quella ormai tradizionale di energia elettrica, alla quale è secondaria ma degna comunque di considerazione quella di calore, fino ad arrivare al biometano per trazione, che sta già portando a delle interessanti iniziative. È importante però ricordare che se l'attacco è la migliore difesa, non ci devono però essere lacune che espongono ai contraccolpi degli avversari, rappresentati soprattutto da coloro che diffidano delle attività agricole.


Aspetti paesaggistici


Altro aspetto molto importante per il rispetto dell'ambiente è l’impatto visivo che la stalla e tutte le altre strutture dell'azienda hanno sul paesaggio, non solo in rapporto alle caratteristiche naturali, ma anche ai centri urbani e ai fabbricati storici eventuali, cascinali compresi. Anche in questo caso l'approccio può essere duplice.

 

Da una parte l’obiettivo è essere meno invasivi possibile, fino all’estremizzazione tramite l’applicazione di principi di decostruzione totale, con strutture provvisorie che al momento della dismissione possono essere eliminate con facilità senza lasciare traccia di opere edili, fondazioni e pavimentazioni comprese e senza richiedere opere di demolizione specifiche.

 

Dall'altra parte c'è la possibilità di realizzare strutture che riprendano caratteri tipologici e architettonici che si inseriscono nel contesto paesaggistico limitrofo. Sono scelte entrambe che rivoluzionano per alcuni aspetti il concetto di stalla come veniva intesa tradizionalmente. Soprattutto con la prima soluzione si devono effettuare alcune scelte che richiedono soluzioni anche complesse dal punto di vista strutturale, ma che difficilmente possono conciliarsi con scelte tecnologiche particolarmente avanzate.

 

È una soluzione comunque da valutare accuratamente anche dal punto di vista ideologico, in quanto il concetto di precario o provvisorio ha senso in quanto tale, cioè con un limite di scadenza dell'utilizzo e quindi di durata dell'opera, che comunque non deve essere eccessivamente prolungata; più prolungato è il periodo di utilizzo, indipendentemente dalle prescrizioni del permesso di costruire, maggiori devono essere gli interventi di inserimento nel contesto paesaggistico e le eventuali opere di mitigazione. È evidente che una struttura prefabbricata è maggiormente decostruibile rispetto a un fabbricato realizzato in opera e tra i materiali impiegati ferro e legno consentono un migliore riciclo rispetto al cemento armato.

 

L'importanza dell’inserimento ambientale e del principio decostruttivo sta nell’eliminazione di elementi architettonici negativi delle opere in uso e dei fabbricati non più utilizzati che inquinano la visione del paesaggio. Alternativo alla decostruzione è il recupero dei fabbricati non più utilizzabili come stalle per altri usi. Questo richiede un particolare inserimento ambientale come avviene in alcune zone montagne o in alcune zone parco, dove viene imposto dalle amministrazioni locali in fase di rilascio delle autorizzazioni. È comunque un elemento di valutazione in relazione anche agli eventuali altri utilizzi prevedibili nel centro aziendale (residenziali, agrituristici e didattici, di trasformazione e vendita dei propri prodotti).

 

Gli aspetti ecologici e l’inserimento paesaggistico ambientale concorrono con l’immagine di benessere animale e anche quelli tecnologici di facile comprensione, come l’attività dei robot e la visitabilità dell’azienda a fungere da richiamo dei clienti per chi esercita la vendita diretta in azienda e l’agriturismo.


L’automazione


Lo sviluppo dell'automazione coinvolge sempre più settori dell'allevamento. Diversi sono gli aspetti che portano a una divergenza di vedute sulla funzionalità dei robot da parte degli allevatori. La mungitura volontaria, il settore più diffuso nell’automazione aziendale, ha come vantaggi condivisi la regolarità delle operazioni di mungitura, il numero di mungiture, la gestione della mandria, tra l’altro libera dai tempi obbligati in sala di attesa, la gestione del lavoro svincolato dagli orari fissi della mungitura.

 

Diversi però sono anche i fattori che sollevano ancora dubbi da parte di molti allevatori. Il primo fattore rimane l’impegno economico, che deve essere stimato in funzione del maggiore costo rispetto a un impianto di sala per un equivalente numero di animali, del possibile risparmio di manodopera in dipendenza di ogni diversa situazione aziendale, del costo dell'assistenza. Altri aspetti che in passato hanno vincolato la scelta, quali l'adattabilità e l’adattamento degli animali alla mungitura volontaria, soprattutto in relazione alla morfologia delle mammelle, sono stati decisamente ridimensionati con le nuove versioni dei robot.

 

Nella visione sul futuro della stalla non solo per quello che riguarda la parte tecnica ed economica, ma anche le evoluzioni sociali che già oggi comportano la difficoltà di reperimento di personale valido per la mungitura, la strada verso l’automazione rimane la più verosimile, almeno per le aziende di piccole e medie dimensioni, dove non è possibile organizzare una rotazione del personale che possa equiparare l'impegno dei dipendenti agricoli a quello degli altri settori che impiegano i turni di lavoro. Inoltre, nel controllo e nella gestione smart della stalla, le procedure attuate dai robot sono controllabili e impostabili nei limiti della macchina, mentre l'intervento sul personale risulta solitamente più complicato.

 

Un altro aspetto è relativo alle caratteristiche del personale: avere del personale qualificato in sala di mungitura significa svincolare l’allevatore da molte incombenze relative a trattamenti, fecondazioni, cure e dalla rilevazione di diverse patologie. In un'ottica meno moderna e più tradizionale l’allevatore, che ha la possibilità di avvalersi di questo tipo di personale, può gestire la sua attività principalmente tramite la supervisione delle operazioni demandate ai suoi dipendenti. Il passaggio ai robot di mungitura crea in queste situazioni qualche perplessità sul cambio del rapporto tra titolare e dipendente con il rapporto tra titolare e macchina, che richiede attenzioni diverse e soprattutto una maggiore dipendenza dal servizio di assistenza e dalla macchina stessa.

 

La necessità eventuale di trovare del personale aziendale più qualificato nelle parti meccaniche, informatiche e negli interventi sugli animali è un altro fattore che può destare perplessità, ma in realtà segue un'evoluzione sociale facilmente immaginabile, che prevede un reperimento più semplice di personale specializzato e che sottostà a orari di lavoro più regolari, gestendo l’assistenza meccanica fuori orario di lavoro con l’alternanza della reperibilità.

 

L'automazione si sta diffondendo anche agli altri settori dell’allevamento che richiedono un lavoro costante, a partire dall'alimentazione. La preparazione automatica dell'unifeed attualmente sta...

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