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lettiera di sabbia stalla vacca da latte

Azienda Pasquali. Lettiera compost, pascolo, Angus e tripla A

C’è benessere, c’è lettiera compost, ci sono incroci Angus al pascolo. E da tempo si orienta la scelta dei riproduttori con il criterio della tripla A. Ma ci sono anche tanti altri dettagli interessanti in questa azienda con 260 vacche in mungitura a Pieve San Giacomo, in provincia di Cremona. Dove il pascolo, effettivamente, non è cosa di tutti e di tutti i giorni. Come del resto gli Angus, la lettiera compost e la tripla A.

pascolo angus e Frisone

 

Lettiera compost, pascolo, Angus e tripla A. Cosa lega insieme questi tre elementi così apparentemente distanti tra loro? Domanda legittima, ma risposta facile facile per chi fosse appena uscito dall’Azienda Pasquali di Pieve San Giacomo, in provincia di Cremona.

 

Anzi, in verità si potrebbe aggiungerci anche altro, ad esempio il pascolo è razionale, organizzato e strutturato, su terreni che prima erano seminativi, con tanto di parchetti ben organizzati, percorsi, punti acqua per gli abbeveratoi. Oppure un ampio discorso sulla longevità delle bovine, visto che ci sono un due capi cha hanno superati i 1.000 quintali in carriera e ben 36 che hanno superato quota 500.

 

Merito di tante cose, compresa sicuramente un’idea di selezione che, badando all’equilibrio dell’animale più che ha singoli aspetti da spingere al massimo, ha portato a questi risultati. Ovviamente il collegamento al metodo di valutazione adottato qui, quello della tripla A, è tutt’altro che casuale. Insomma, è abbastanza evidente che di spunti su cui riflettere ce ne siano molti e quindi, in questa stalla, vale la pena entrarci e dare un’occhiata.


Due nuove stalle mirate a lettiera compost per asciutte e freschissime


Cosa vediamo appena entrati, accompagnati da Carlo e Nicola Pasquali, cugini e due dei titolari dell’azienda che conta al timone un gruppetto di quattro tra cugini e fratelli, che hanno preso le redini dell’azienda dai genitori? Vediamo, innanzitutto, due belle strutture, realizzate nel 2013 (la stalla per le asciutte) e nel 2020 (quella per le freschissime) per migliorare benessere animale e gestione.

 

Chiaro il significato di queste due stalle aggiuntive: alleggerire la densità animale nella stalla originaria, togliendo animali, quelli in una fase particolarmente delicata, appunto le asciutte e le freschissime. Per esse ora condizioni di massimo comfort, un investimento che rende sempre.

 

Come infatti spiega Carlo, le strutture erano diventate un collo di bottiglia sempre più stretto con il crescere numerico della mandria e il settore di asciutta era decisamente quello più critico. Il tetto massimo era di 250 vacche, oltre si vendevano animali. Con le nuove strutture si è alzato di un 10% il numero di capi, ma resta ancora importante la voce dei capi da vita venduti, comprese molte manze. 

 

Queste due stalle sono a stabulazione libera e la scelta è andata alla lettiera compost. Sono simili nelle scelte di fondo, con un’ampia area a lettiera e corsia di alimentazione piena con raschiatore per le deiezioni. Per il controllo di caldo e umidità sono stati posti destratificatori a soffitto per la zona a lettiera e ventilatori inclinati lungo la corsia di alimentazione, tutto a cura di CMP, che ha realizzato anche l’impianto di illuminazione da 200 lux. Completa il quadro il sistema di bagnatura delle bovine a goccia pesante posizionato lungo la mangiatoia per la stalla delle freschissime. 

 

Interessante notare che qui la scelta della lettiera compost è andata verso la declinazione calda, ossia mirando ad avere un substrato capace di arrivare a temperature importanti per i continui e regolari fenomeni di fermentazione a carico della massa costituita dalla lettiera e dalle deiezioni. Due sono le condizioni fondamentali perché questo avvenga in maniera virtuosa, ossia che interessi tutta la massa e porti a un effettivo riscaldamento della massa in grado di portare e un’efficace rimozione dell’umidità per evaporazione: la lavorazione regolare e profonda della lettiera e la sua profondità.

 

Qui lo spessore arriva a 40 cm (un po’ meno per le asciutte); si utilizza paglia pellettata, che dopo varie prove con altri materiali (prima segatura, poi crusca di farro, abbandonata per lo scadimento qualitativo del materiale che arrivava) si è rivelata la più soddisfacente. Le superfici per capi presenti variano un po’ nei due settori, tenendo conto anche della differenza in quantità e composizione delle deiezioni delle bovine in asciutta e di quelle freschissime, che mangiano molto di più e una dieta meno fibrosa, con deiezioni quindi più abbondanti e liquide. L’altezza della lettiera è inizialmente di 20-30 cm e ci si alza via via nel tempo con le aggiunte successive di materiale pulito.

 

È importante tenere presente questo fatto al momento della realizzazione della stalla per il giusto posizionamento dei cancelli, che devono essere adeguatamente sollevati da terra. Le superfici a disposizione delle bovine sono mediamente di 10 mq, sia pure con una certa elasticità durante l’anno. Mai comunque sotto gli 8 mq.

 

La lavorazione della lettiera avviene quotidianamente entrando nella stalla con un erpice. Nella stalla delle freschissime si fanno due lavorazioni quotidiane della lettiera, una invece nella stalla delle asciutte.

 

Sulla durata della lettiera non c’è una regola fissa: mediamente c’è una sostituzione completa verso fine inverno/inizio primavera. Sempre in inverno, in entrambe le stalle di asciutta e di primissima lattazione, si fanno di tanto in tanto, in base a come “tiene” la lettiera, delle aggiunte di materiale pulito, specie nei momenti più critici di elevata umidità e basse temperature.

 

Vantaggi di questa soluzione? Sicuramente un beneficio a livello di piedi, con dermatiti praticamente assenti, spiegano qui. Ma va detto che nel complesso della stalla le cose sanitarie vanno bene, piedi e mastiti in testa, e quindi diventa difficile trovare un prima e un dopo significativo. Certo è che lo spazio in più, e il boost di benessere in fasi delicate che apporta, non può che giovare, in termini sostanziali, ma anche di immagine della stalla


Pascolo di pianura


Certo che quanto a benessere animale, compreso quello percepito, carta molto importante da giocare verso coloro che di allevamento non sanno molto, ma sono assai rumorosi nel contestarne supposti misfatti, i parchetti per il pascolo razionale sono imbattibili. Una scelta discretamente originale quella presa dai Pasquali, che hanno abbracciato l’idea di realizzare un segmento della conduzione aziendale al pascolo. Pascolo nel senso pieno, nutrizionale, del termine, non un semplice spazio di movimento libero per le bovine.

 

Allo scopo sono stati trasformati circa 8 ettari di terreno contigui alla stalla, irrigui, prima destinati a mais o altri seminativi “tradizionali”, per farne un’area di pascolo attrezzata. Quindi sono stati delimitati i parchetti, creati i percorsi, messe le piante per creare aree d’ombra, realizzato il sistema di collegamento dell’abbeveratoio alla rete idrica, L’abbeveratoio è spostato man mano che il gruppo al pascolo si muove da un parchetto all’altro, seguendo il ritmo di crescita del cotico erboso.

A proposito di cotico erboso, è chiaro che...

 

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