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In campo col drone

Dal controllo delle mandrie al pascolo alla distribuzione di fitofarmaci: cosa possono fare e quanto costano i quadricotteri, ormai largamente impiegati in agricoltura.

 

Drone sui campi


I sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, in sigla Sapr o più comunemente droni, furono definiti dal Mit di Boston come una delle novità tecnologiche più rivoluzionarie per l’agricoltura. Già nel 2014. 
Una definizione così forte può stupire chi considera Il drone solo una macchina fotografica volante. Del resto i droni più largamente commercializzati hanno come scopo la realizzazione di foto aeree ottenute senza i rischi e i costi di un volo in elicottero. 


Certo, che i Sapr possano fare molto di più di un paio di foto scenografiche è ovvio, ed è piuttosto recente la conferma dell’imminente utilizzo di droni per la consegna di pacchi a domicilio, con conseguente sospiro di sollievo di chi non riesce a essere servito agevolmente da corrieri in carne ed ossa. Tuttavia, se parliamo di agricoltura e più nello specifico di allevamento, cosa può fare un drone? Cerchiamo di scoprirlo in queste pagine.


Precision farming


Il cosiddetto precision farming richiede una strumentazione complessa, mai vista sulle macchine agricole fino a dieci o quindici anni fa. Macchine fotografiche tradizionali o multispettrali, mini-laboratori Fir o addirittura Nmr per analizzare lo stato della pianta e nutrirla al meglio nello stesso passaggio. Analisi del terreno, dell’umidità e analisi del raccolto con georeferenziazione sul campo. Tutto ciò al fine di ottenere maggiori produzioni, stoccare al meglio i raccolti, gestire con efficacia infestazioni e maltempo. Sempre nell’ottica di uno sfruttamento ambientalmente ed economicamente sostenibile delle risorse a disposizione. 


I droni non possono analizzare materialmente il terreno, ma operano a distanza e grazie ad analisi spettrografiche e termografiche coniugate a immagini Hd e ultra Hd sono in grado di indicare con precisione quando potare, il grado di maturazione dei prodotti e il giusto momento per la raccolta.


Una programmazione precisa è fondamentale in colture di pregio, come per esempio in vigneto, dove la qualità deve per forza di cose essere altissima e quanto più possibile costante, ma il drone ha un potenziale altissimo anche in colture estensive come mais, medica e soia.


Rientra a tutti gli effetti nell’ambito dell’agricoltura di precisione tramite droni, infatti, la lotta a parassiti responsabili delle infezioni e della rovina di molti raccolti come piralide. È della primavera scorsa, ad esempio, la notizia dell’impiego dei droni per la lotta biologica proprio a questo lepidottero, grazie allo sgancio di capsule contenenti uova di Trichogramma, un predatore della piralide.  
Il drone rileva infestazioni grazie all’analisi della densità e del colore del fogliame e agisce quindi in maniera chirurgica.

 

I Sapr sono macchine piccole, dotate di antenna satellitare e programmabili. Pertanto sono perfette per interventi di precisione: per disinfestare, diserbare o fertilizzare zone circoscritte, nel rispetto del budget e dell’ambiente e ottenendo prodotti a basso contenuto di fitoterapici non necessari. In Giappone migliaia di droni sono già utilizzati per le irrorazioni in risaia e anche in Italia si sta sperimentando questo impiego. In altri casi i droni sono stati utilizzati per impollinare piante o per liberare insetti predatori dei più comuni parassiti. 


Infine, se il drone è in grado di comprendere la maturazione o l’ossigenazione delle piante prima del taglio, ecco che lo stoccaggio diventa più semplice e anche la composizione del foraggio nella singola trincea assume un maggior grado di precisione.


Il drone pastore e il drone allevatore


Ha fatto notizia la storia di Paul Brennan, un contadino irlandese appassionato di Sapr che ha trovato un utilizzo molto originale per il suo drone. Quando il cane di Paul si è rotto una gamba, serviva un’alternativa per spostare il gregge: è nata così l’idea di usare un quadricottero per muovere le sue pecore da un terreno all’altro.
Paul è riuscito a spostare il suo gregge di 150 capi e ha ripreso l’evento, raccogliendo ben 750 mila visualizzazioni su Youtube (www.youtube.com/watch?v=yD9KUB7QqZI).

 

bovini visti dall'alto con drone


Più ortodosso, ma anche più complicato, il controllo dello stato di salute di piccole mandrie attraverso l’impiego di software di riconoscimento facciale. La tecnologia è già quasi obsoleta nei nostri smartphone, ma è una novità quando si tratta di analizzare l’espressione del muso degli animali, assieme a parametri vitali come il peso e l’attività fisica, allo scopo di tenere sotto controllo la loro salute e intervenire se necessario.


Un impiego, chiaramente, che esprime il massimo potenziale sulle grandi estensioni americane. Come riporta uno studio dell’Università del Kentucky, sono più di 2,5 milioni i capi di bestiame al pascolo che muoiono ogni anno per problemi di salute, contro i “soli” 220mila capi che restano vittime dei predatori. In un caso come questo, la convenienza anche economica del controllo della mandria via quadricottero è immediatamente comprensibile.

 

Tuttavia, sistemi simili possono trovare applicazione anche nel nostro Paese, in quelle aree – vedi catena alpina o Toscana – dove è ancora diffuso l’allevamento al pascolo. Senza dimenticare, ovviamente, le greggi di ovini.


Per tutti o per esperti


Il primo consiglio che viene dato a chi si avvicina al mondo dei droni, anche per divertimento, è di...

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