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Etologia dell'alimentazione: appetibilità e scelte alimentari del vitello

I tratti della personalità del vitello sono in grado di spiegare la variabilità individuale nello sviluppo del comportamento alimentare e degli incrementi di peso. Un ambito, quello etologico, che ha tanto da insegnare.

 

Socializzare con la propria madre aiuta il giovane a conoscere l’ambiente. L’apprendimento di tipo alimentare comincia molto presto, addirittura prima della nascita; infatti gli aromi degli alimenti assunti dalla madre sono trasferiti prima al feto nell’utero, poi con il latte al neonato. 

 

Se la bovina in gravidanza assume un’essenza foraggera, aumentano le probabilità che il vitello si alimenti spontaneamente con lo stesso foraggio. È anche dimostrato che una madre col suo comportamento alimentare è in grado di ridurre il rischio che la sua discendenza assuma cibi tossici; se essa infatti evita alimenti pericolosi e seleziona alternative nutrienti, il piccolo eredita queste preferenze.


Il vitello in gruppo


Con l’avanzare dell’età e la formazione di gruppi, il giovane soggetto comincia a interagire con i suoi pari. I componenti del gruppo cominciano quindi a scambiarsi esperienze e si incoraggiano l’un l’altro a sperimentare nuovi alimenti. Se in questa nuova situazione sono presenti anche soggetti adulti, questi ultimi hanno la possibilità di apprendere dai piccoli, i quali sono più propensi ad assumere alimenti nuovi.

 

Il processo di adattamento a un nuovo regime alimentare si attua attraverso l’apprendimento dalla madre e dai coetanei, ma anche in seguito a prove ed errori del singolo e si articola in quattro punti.

1) Le interazioni sociali consentono ai piccoli di imparare rapidamente a identificare gli alimenti nutrienti e a evitare quelli tossici.

2) Quando si trovano al pascolo in compagnia della madre, i giovani imparano a distinguere e a ricordare i foraggi che questa assume da quelli che essa rifiuta.

3) Gli animali sono diffidenti nei confronti di alimenti, luoghi e individui della loro stessa specie o di specie differenti che non gli sono familiari, anche perché i soggetti imprudenti tendono a morire giovani.

4) Gli animali tendono ad associare l’aroma di un certo alimento alle conseguenze della sua ingestione. Se queste ultime sono positive (effetto di sazietà fornito da energia e proteine), l’ingestione di un alimento aumenterà gradualmente fino a diventare parte costante della dieta; se invece le conseguenze sono negative (ad esempio disgusto provocato dalla presenza di sostanze tossiche), l’ingestione di quel foraggio o concentrato sarà calibrata secondo la concentrazione dei principi tossici.


Preferenze alimentari


Cosa c’è alla base delle preferenze alimentari? Come già detto, la madre e i coetanei giocano un ruolo importante nella costruzione del comportamento, ma c’è dell’altro. Come ogni genitore sa bene, per quanto buono possa essere un consiglio, il giovane vuole sperimentare (e magari sbagliare) da solo, e questo è anche il caso degli animali.

 

Nell’ambito dell’assunzione di alimenti, molto dipende anche dagli effetti di principi nutritivi e di sostanze tossiche; ne deriva che i rapporti sociali si coniugano alle esperienze individuali per generare il comportamento. Ad esempio, un capretto tende ad assumere foraggio vicino alla madre, anche se l’alimento che esso preferisce è situato lontano. Quando invece gli viene offerta la possibilità di scegliere tra i due alimenti, la sua scelta cadrà sul preferito; in questo caso si dimostra l’influenza degli effetti dell’alimento che si apprezzano in seguito alla sua ingestione.


L’appetibilità è più di una questione di gusto


Le preferenze alimentari sono influenzate dall’appetibilità, che potrebbe essere definita come l’interrelazione tra l’aroma (ovvero l’insieme di odore, gusto e struttura) di un alimento e i suoi effetti che susseguono all’ingestione e che sono il risultato dell’azione di principi nutritivi e di eventuali sostanze tossiche. Questo tipo di “informazione di ritorno” determina il gradimento o meno per l’aroma dell’alimento in questione.


I meccanismi del gradimento e del rifiuto


Le terminazioni nervose presenti nell’apparato digerente e nell’encefalo interagiscono costantemente tra loro e con il resto dell’organismo allo scopo di porre in relazione l’aroma di un alimento con gli effetti di quest’ultimo. Si tratta di interazioni che hanno inizio assai precocemente nella vita e poiché l’organismo ha una memoria molto lunga, l’animale non ha bisogno di imparare di nuovo ogniqualvolta assume lo stesso alimento. Nel caso di una nuova esperienza invece, l’animale svilupperà un’avversione nei confronti di un alimento qualora...

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