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Sei cose importanti a proposito di selezione delle manze


Vitelle e manze costituiscono il futuro dell'azienda: sono le nuove generazioni di animali che, una volta partorito andranno a sostituire le vacche non più economicamente rilevanti per l'azienda. È importante gestirle al meglio perché arrivino al parto nel tempo più breve possibile e nelle migliori condizioni per affrontare una lunga carriera produttiva. Per effetto della selezione, se si è lavorato bene nella scelta dei padri, rappresentano la punta avanzata del patrimonio genetico della stalla. Lavorare per fecondarle al meglio può essere la premessa perché le loro figlie siano geneticamente ancora meglio di loro. Costruire vitelle superiori geneticamente alle generazioni che le hanno precedute è un tassello strategico nella costruzione di un’azienda economicamente efficiente. Gli strumenti oggi disponibili per farlo sono molti e diversi. Come orientarsi per essere efficaci?

Ecco sei cose che è importante ricordare.


1 - È in gioco il futuro dell’azienda


Le vitelle nate in questo 2020 saranno le primipare del 2022. Il loro patrimonio genetico è frutto delle scelte fatte sui tori per la FA 9-12 mesi fa. Una volta nate le si può solo allevare al meglio perché possano esprimere al meglio il proprio potenziale genetico e comincino al più presto e nelle migliori condizioni di forma la loro carriera produttiva in azienda. Decidere con che tori fecondarle è il prezioso lavoro su cui costruire il futuro produttivo e morfo-funzionale dell'allevamento.

 

Il lavoro di selezione fatto sulle manze, il capitale genetico avanzato di ogni mandria, per costruire la prossima generazione di vitelle è di importanza fondamentale per il futuro di qualsiasi azienda da latte. Sono loro la generazione più "geneticamente" avanzata della stalla, perché figlie dei tori più recenti e delle bovine che meglio si sono adattate all'ambiente di allevamento, qualsiasi siano le scelte fatte sui tori di FA.

 

Anno dopo anno, il valore medio dei riproduttori sul mercato, per effetto della concorrenza fra i centri di FA, aumenta e ne beneficiano tutti gli allevamenti, sia che l'allevatore scelga consapevolmente, sia che si affidi a chi gli vende il seme. 

 

Con gli strumenti di oggi, lavorare bene su questo segmento della mandria significa utilizzare tutte le più moderne tecnologie disponibili: dal seme sessato ai test genomici.

 

2 - Selezionare solo i padri oppure anche le madri?


Una prima domanda importante da farsi è se è opportuno scegliere solo i tori per la FA o se combinare questo livello di selezione su quello fatto sulle bovine presenti in azienda, in maniera da selezionare il meglio sia sul fronte dei tori disponibili che fra il giovane bestiame presente in stalla. Il livello genetico medio delle vitelle nate per GPFT partendo da livelli genetici diversi per madri e padri può cambiare molto. Lo spazio di azione nella scelta della madri è ovviamente limitato a quanto disponibile in azienda, ma può contribuire in maniera importante a indirizzare il miglioramento genetico.

 

Un primo nodo da sciogliere è quantificare il numero di vitelle che necessitano all'azienda per la rimonta. In base all'età media al primo parto, al numero di gravidanze per anno e al tasso di mortalità delle vitelle e al tasso di rimonta aziendale è possibile arrivare a un numero di riferimento in una situazione aziendale stabile. Se si ha in progetto di aumentare il numero di capi allevati, occorrerà tenere conto anche di questo. In ogni caso si avrà un target ottimale per le necessità dell'azienda.

 

Una volta definito questo numero allora si possono mettere a punto diverse strategie. Il numero di vitelle necessarie si può ottenere infatti lavorando su tutte le manze con i tori migliori convenzionali, oppure si può optare per i tori sessati selezionando fra le manze solo quelle portatrici delle stesse caratteristiche genetiche che si ricercano nei maschi. Con un numero di animali minore si può investire sul sessato e anche su un livello genetico di tori molto superiore alla norma e far fare in questo modo, in una sola generazione, un salto di qualità notevole a livello genetico.

 

Il livello medio atteso nella progenie cambia scegliendo per PFT le madri e mantenendo un livello medio di tori o cambiando passo sulla selezione dei tori e combinando questa scelta con una selezione anche delle madri. Avendo meno manze da fecondare si può investire lo stesso capitale sul seme, puntando a una media a PFT sempre più estrema. 

 

Il dilemma fra lavorare solo sui tori o sia sulle madri che sui padri di fatto dipende da quante vitelle effettivamente servano e da quanto si abbia necessità di cambiare in positivo la genetica della mandria. Lavorare solo scegliendo i tori contribuisce solo per il 50% del miglioramento genetico, se si lavora anche sulle madri si fa in modo che anche il restante 50% dei geni si muova più velocemente nella direzione desiderata.


3 - Occorre una strategia


Scegliere solo i padri o anche le madri? Utilizzare solo seme convenzionale o solo sessato o una combinazione dei due? Usare tori da latte o anche tori da carne? Scegliere le migliori manze sulla base degli indici pedigree o avvalersi della genomica per individuare le portatrici della superiorità genetica desiderata?...

 

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