immagine

Attività svolta

Desidero ricevere una copia cartacea
Informativa sulla privacy
Iscrizione alla newsletter

lettiera di sabbia stalla vacca da latte

Parto e prime cure al neonato

Il parto “facile” non esiste, ci sono solo diversi livelli di difficoltà (McClintick, 2004).

 

Vitello appena nato


I capisaldi di una corretta gestione del parto possono essere così riassunti: igiene, pazienza, delicatezza e abilità nell’assistenza, prontezza nella cura del neonato.


Durata della gravidanza


Conoscere la lunghezza della gravidanza è utile per programmare varie operazioni, ultima in ordine di tempo l’assistenza al parto:
• Pezzata Nera 279 giorni (estremi 275 e 285 giorni);
• Brown Swiss 290 giorni;
• Jersey 279 giorni;
• Pezzata Rossa 289 giorni;
• Charolaise 289 giorni;
• Limousine 289 giorni.


Spostamento di manze e vacche nel box parto


È consigliabile che l’accesso al box parto avvenga per le vacche almeno 24 ore prima del parto e per le manze anche prima.
Le bovine immesse nel box parto tre giorni prima mostrano concentrazioni di glucocorticoidi significativamente inferiori, a testimoniare uno stress minore rispetto ai soggetti spostati a parto già iniziato.


Tra le 12 e le 24 ore prima, i segni di un parto imminente sono l’aumentata frequenza di coricarsi e rialzarsi, di urinare e defecare, di sollevare la coda; si segnalano inoltre perdita di colostro, rilassamento e inturgidimento della vulva, rilassamento del legamento sacro ischiatico.
Il continuo spostamento del peso del corpo da un arto posteriore all’altro e il frustare della coda indicano che al parto mancano poche ore. 

 

Uno studio di campo ha posto a confronto lo spostamento di manze e vacche in corrispondenza del primo (presenza di muco o sangue) o del secondo stadio del parto (presenza delle membrane fetali, delle zampe o della testa). Lo spostamento nel secondo stadio era associato a un’inferiore durata del parto, un minore bisogno di assistenza e una minore incidenza di distocie e di mortalità neonatale.
Pare quindi che sia meno rischioso spostare animali che hanno già cominciato a partorire (secondo stadio), rispetto allo spostamento di soggetti che stanno per cominciare a farlo (primo stadio).


Gli stadi del parto


Il parto naturale si può dividere in tre fasi: preliminare, intermedia e finale.


Primo stadio
È caratterizzato dall’insorgenza di regolari contrazioni peristaltiche della muscolatura della parete uterina, accompagnate dalla progressiva dilatazione della cervice.
Tali modificazioni di carattere fisiologico si manifestano con lievi sintomi di colica e conseguente irrequietezza, dapprima intermittente, poi continua. Aumenta la frequenza di polso e respiro, mentre la temperatura corporea di solito diminuisce di circa un grado centigrado.


Secondo stadio
Si tratta della fase in cui la “borsa delle acque” si rompe e il feto viene espulso, grazie a ondate di contrazioni dei muscoli addominali, che si accompagnano alla contrazione dell’utero.


Terzo stadio
Dopo la nascita le forti contrazioni dei muscoli addominali cessano, mentre la contrazione del miometrio prosegue ed è responsabile dell’espulsione degli invogli fetali.


Il box da parto


Un aspetto al quale negli ultimi anni gli studiosi attribuiscono un’importanza sempre crescente riguarda le caratteristiche ottimali del box destinato al parto.
Di dimensioni adeguate, ospitante il minor numero possibile di capi e dotato di una superficie non sdrucciolevole, sempre asciutta e pulita, un box riservato alle partorienti rappresenta un’ottima garanzia per un parto agevole e per la prevenzione di mastiti, metriti e patologie dei vitelli.


Una nota del University of Wisconsin Cooperative Extension System riporta alcune linee guida per la progettazione di box infermeria e parto, che possono essere riassunte come segue:
1) prevedere almeno un box individuale ogni 20-25 bovine adulte presenti;
2) il box dovrebbe misurare almeno 15 m2, al fine di consentire alla bovina di girarsi e di essere eventualmente fatta rotolare da un fianco all’altro;
3) la porta dovrebbe avere un’ampiezza sufficiente (minimo 1,80 m) per consentire un facile transito anche a soggetti costretti al decubito;
4) in un angolo del box si posizioneranno la mangiatoia e un catturante, per poter meglio contenere l’animale;
5) sul soffitto al centro del box verrà piazzato un anello, al fine di consentire l’eventuale sollevamento dell’animale;
6) l’abbeveratoio verrà sistemato sopra la scolina, in modo da non bagnare la superficie del box;
7) il materiale per lettiera potrà essere inorganico (sabbia) o di natura organica (paglia, segatura), ma comunque pulito ed asciutto; dovrà inoltre essere sostituito completamente prima dell’immissione di un nuovo soggetto;
8) si predisporrà una linea del vuoto per consentire la mungitura col secchio;
9) si prevederà infine alla base di ogni cancello uno spazio sufficiente a garantire a un uomo in pericolo di rotolare fuori dal box.


Quando intervenire


La grande maggioranza delle bovine è in grado di partorire normalmente senza alcuna assistenza.
Per mettere in atto un intervento efficace al parto, il personale di stalla deve rispondere a tre semplici domande: se e quando intervenire; come intervenire; quando è necessario richiedere l’aiuto del veterinario.


Un intervento è consigliabile nei seguenti casi: incompatibilità tra feto e diametro del bacino della bovina; difetti di presentazione; gravidanze gemellari; inerzia uterina; ristrettezza della cervice.
Un intervento precoce è consigliabile nel primo stadio in presenza di inerzia uterina e nel secondo stadio nel caso di difetto di presentazione o di gemelli. 
Un intervento più ritardato è raccomandabile nel secondo stadio nel caso di incompatibilità tra dimensioni del feto e diametri del bacino e di ristrettezza di vulva o di cervice.


L’incompatibilità tra diametro del bacino della bovina e un vitello vivo, normale e in presentazione anteriore rappresenta il motivo più frequente di intervento, soprattutto da parte del personale di stalla. 
Ciò che più importa è la continuità nella progressione del parto durante il secondo stadio; quando questo ha inizio si dovrebbe eseguire una visita comprendente il controllo dell’integrità e del contenuto del sacco amniotico, la disposizione, il vigore e le dimensioni del vitello, il grado di dilatazione della vagina e della vulva e l’esecuzione di una stima del tempo trascorso dall’inizio del secondo stadio.


Qualora la progressione sia normale, si consiglia un’osservazione discreta ogni 30 minuti.
Non si deve intervenire prima che siano comparsi il musello e i nodelli degli arti anteriori; in pratica, se le corde sono sistemate sugli arti ancora in vagina, l’intervento è troppo anticipato.
Quando la progressione si arresta per oltre 30 minuti, oppure se il vitello mostra un calo del suo vigore (edema della lingua, cianosi di bocca e lingua, emorragie della sclera, ridotta risposta agli stimoli), l’intervento diventa necessario.


Assistenza al parto, principi di base


La manipolazione del canale del parto ridotta al minimo e un’accorta igiene riducono il rischio di endometrite.
Prima di applicare qualunque trazione si dovrà...

Abbonati per continuare la lettura di Professione Allevatore

 

Se sei già abbonato

TORNA INDIETRO
Abbonati per accedere

 

Richiedi professione allevatore video

Clicca QUI 

 

 

Dairy Summit 2020

 

 

Facebook Professione Allevatore

 

 

Accuratezza Affidabilità Genesi

 

video robot pulizia corsie stalla

 

testata blog steaming up