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Centrare il momento di raccolta migliore

 

raccolta mais in spighe.

 

Mais e soia, sia da granella che da insilato, hanno tempistiche precise di raccolta, se si vuole ottenere una produzione di buona qualità.


Mais da granella


Durante la maturazione fisiologica si ha la progressiva perdita dell’umidità della granella. Negli areali maidicoli italiani con ibridi di classe piena e semina tra fine marzo e i primi di aprile, questo stadio si raggiunge intorno alla prima settimana di settembre, quando le condizioni climatiche, in particolare l’umidità dell’aria, non sono favorevoli a una rapida perdita di umidità della granella. Sovente, per perdere 5-6 punti percentuali di umidità occorrono 10-12 giorni. Successivamente, per arrivare a umidità più ridotte (22-25%) sono necessari, in condizioni stagionali medie, anche più di 20 giorni.


Dalla formazione del punto nero al momento della raccolta si lasciano intercorrere circa 35-40 giorni per la perdita di umidità della granella. Ciò costituisce un rischio per le produzioni a causa dello stroncamento delle piante causato dalla piralide e dal marciume dello stocco. Per la qualità, invece, il problema sono gli attacchi di funghi tossigeni presenti sia con andamenti caldo umidi (Fusarium verticilloides), sia con andamenti freddi e piovosi (Fusarium graminearum). Inoltre, sempre a causa delle rosure da piralide, sulla spiga si trovano granelli compromessi nella loro integrità.

 

Questo fa sì che per trovare il giusto momento di raccolta è opportuno trovare un compromesso tra i maggiori costi di essicazione e la tranquillità di produrre una buona qualità. Ad eccezioni di anni molto caldi e siccitosi come il 2003, la granella di mais non è mai raccolta secca, ovvero con valori di umidità tali da permetterne la conservazione. Questo perché la presenza del tutolo, solitamente più umido della granella a causa della sua formazione spugnosa, impedisce che l’umidità del chicco scenda al di sotto del 16%, tasso minimo necessario per una buona conservazione nei sili moderni (frigoconservazione o atmosfera controllata). 


Per contro, raccolte troppo vicine alla maturazione fisiologica, con umidità superiori al 30%, espongono la pannocchia alle rotture provocate dagli organi della mietitrebbia, oltre agli elevati costi di essicazione e alle perdite di prodotto sfarinato. 


Con una raccolta relativamente precoce, ovvero con umidità della granella del 25-28%, si hanno costi di essiccazione alti, ma si evitano diversi inconvenienti che si potrebbero verificare con una raccolta tardiva: allettamento, stroncamento, attacco di parassiti, ritardo nei lavori preparatori delle colture che seguono.


La granella umida può essere insilata per produrre i cosiddetti pastoni con quantità variabili di tutolo o conservata in azienda tal quale dopo aver effettuato eventuali trattamenti antifungini. Per la preparazione del pastone di granella, la stessa viene raccolta al 30-32% di umidità.


La raccolta meccanica della spiga è effettuata praticamente solo per la produzione del seme o per i mais speciali da destinare all’alimentazione umana, o ancora quando la spiga intera, dopo la macinazione, deve essere insilata per essere destinata all’alimentazione del bestiame. Le spighe da insilare dopo macinazione possono essere raccolte con una mietitrebbiatrice dotata di attrezzature che effettuano la macinazione direttamente in campo. Un tempo l’essiccazione delle spighe veniva fatta direttamente all’aria sistemandole in appositi cassoni a rete, mentre la sgranatura veniva effettuata quando era necessario il suo utilizzo. 


Mais da insilato


La scelta del momento di raccolta influisce direttamente sulla quantità di amido che la pianta accumula nella granella, e quindi sul contenuto energetico del trinciato. Dalle esperienze riportate in letteratura è possibile notare che spostando in avanti la raccolta, quindi aumentando la sostanza secca, proteine e fibre diminuiscono, mentre aumenta l’amido. Va però anche osservato che diminuisce la digeribilità della fibra (NDF), della sostanza organica e dell’amido stesso. 


Studi recenti dimostrano che, entro certi limiti, l’avanzamento dello stadio di maturazione al fine di aumentare la sostanza secca non ha un impatto rilevante sulla digeribilità della fibra, perché la maggior densità energetica compensa il calo di digeribilità del NDF. 


Lo spostamento in avanti dell’epoca di raccolta deve però tenere conto della tenuta del verde della pianta, della sanità del prodotto, oltreché della durata totale del periodo di raccolta, spesso vincolato all’estensione della superficie e alla disponibilità di macchine per allestire il cantiere. Spostandosi verso l’autunno aumenta di conseguenza anche la possibilità di giorni di maltempo. In ogni caso, un buon compromesso per il momento di raccolta si attesta intorno al...

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