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Igiene della mungitura: prima, durante e dopo

L'igiene della mungitura è il risultato della gestione di varie fasi e zone dell'allevamento. Dai ricoveri alla sala di mungitura ogni singola fase ha un'incidenza rilevante sul risultato finale, valutabile dal citologico, dall’incidenza delle mastiti e dei relativi costi farmacologici, dalla riforma obbligata per problemi di mammella e dalla qualità del latte.

 

sala mungitura

 

La gestione dei ricoveri, sia su lettiera permanente sia su cuccette, deve garantire una adeguata pulizia dei capezzoli che devono arrivare in sala nelle migliori condizioni. L’ingresso dei batteri in mammella può essere controllato dal film del post-dipping, che però perde di efficacia quando si iniziano le operazioni di preparazione alla mungitura; in questa fase l’eccessivo imbrattamento comporta un maggiore rischio di contaminazione microbica che può causare mastite clinica o semplice innalzamento della conta cellulare.

 

Per chi trasforma direttamente e lavora a latte crudo, la pulizia di ricoveri e zone di mungitura è fondamentale per controllare diverse popolazioni microbiche potenzialmente patogene per l’uomo, dai coliformi agli stafilococchi e alla listeria, che possono raggiungere livelli pericolosi, indipendentemente dal valore della carica microbica totale. La pulizia può essere valutata visivamente sugli animali all’entrata in sala.

 

Dimensioni degli spazi, corretta gestione di lettiere e cuccette, controllo delle zone sporche e con ristagno sono le principali procedure. Con la lettiera permanente è necessario non solo garantire un’adeguata superficie per capo, di almeno 10 mq capo nella sola zona di riposo, ma si deve prestare attenzione alla distribuzione omogena dei capi e ad evitare passaggi obbligati dove le deiezioni si concentrano. Da un punto particolarmente sporco infatti ne consegue un aumento dell’imbrattamento del resto della lettiera a causa del movimento degli animali.

 

La routine di rinnovo delle lettiere deve prestare particolarmente attenzione ai periodi più critici, di norma il periodo estivo per le lettiere tradizionali e quello invernale per il barn compost, anche se rimane come punto critico costante il clima umido, che va contrastato con un adeguato impianto di ventilazione indipendentemente dal periodo dell’anno e dalla temperatura. Soprattutto con la lettiera permanente, si deve prestare particolare attenzione alla collocazione degli abbeveratoi, evitando che siano a contatto diretto con la lettiera e alle perdite dell’impianto.

 

Nelle cuccette si deve prestare particolare attenzione al fondo: per evitare di rabboccare continuamente la lettiera sono possibili diverse soluzioni. Si può creare un fondo con un strato di letame stagionato e ideale è la parte solida prodotta dall’impianto separatore solido/liquido. Si sta sviluppando l’impiego del bedding, separato particolarmente asciutto ottenuto da separatori che lavorano più lentamente e portano ad una maggiore concentrazione della sostanza secca, fornendo un substrato meno idoneo per lo sviluppo microbico. Sopra il fondo può essere distribuito uno strato di paglia macinata o almeno tagliata corta.

 

Il letame rimane comunque un composto organico con un'elevatissima presenza microbica, anche patogena, e la stagionatura prolungata (oltre un anno) prima dell’impiego fornisce una maggiore sicurezza. Un’altra soluzione prevede il fondo in sabbia e consente un migliore controllo dello sviluppo microbico, presentando però il problema dello svuotamento che crea problemi nella gestione dei reflui per la presenza della sabbia a livello di ruspette, vasche e pompe. L’utilizzo dei blister consente di trattenere la sabbia, garantendo una buona sofficità della parte superiore ottenuta sempre con sabbia oppure con paglia tritata, che va comunque sempre gestita per evitare il contatto diretto degli animali con le griglie dei blister.

 

A livello di igiene della mammella è sempre preferibile avere lo strato superiore formato con una buona paglia esente da muffe. Esistono altre soluzioni tra le quali alcune prevedono dei mix con paglia, carbonato di calcio e acqua, che sicuramente conferiscono stabilità e confort del fondo, ma lasciano molte perplessità per la sanità della mammella a causa dell’elevata umidità, soprattutto per chi ha già problemi di mastiti e cellule somatiche. Sicuramente è sconsigliabile nei ricoveri dove c’è presenza di Prototheca, il cui controllo richiede il massimo contenimento dell’umidità e della presenza di acqua.

In tutte queste soluzioni è utile l’utilizzo di prodotti che aiutano a contenere lo sviluppo della carica microbica come enzimi e disinfettanti.

 

Tra gli altri materiali impiegati, nel caso della segatura bisogna prestare molta attenzione al tipo di legname da cui proviene (assenza di resina) e a eventuali trattamenti ai quali è stato sottoposto. Una soluzione interessante sono le cuccette con la base di cemento rialzata da terra e che presenta dei fori per lo sgrondo. In ogni caso è utile che il fondo sia leggermente inclinato verso la parte posteriore (pendenza del 3-4%), sia per migliorare il drenaggio, sia per conferire all’animale una posizione che aiuta la ruminazione e la circolazione del sangue verso la mammella.

 

Infine, l’utilizzo dei materassini è sicuramente molto pratico soprattutto per chi ha la pavimentazione delle corsie su grigliato, ma anche nelle altre situazioni, se bene gestiti, con una costante spolverata di segatura o carbonato di calcio, presentano un ottimo equilibrio tra gestione, pulizia e confort dell’animale.

 

La pulizia delle corsie di alimentazione è importante per evitare che gli zoccoli bagnati e sporchi degli animali concorrano a sporcare e inumidire lettiere e cuccette. I paddock se presenti sono un punto particolarmente critico nei periodi di pioggia, durante i quali ne andrebbe impedito l’accesso.


Organizzazione dei gruppi di mungitura e sala di attesa


La sala di attesa può rappresentare uno dei principali punti critici della stalla ma, se organizzata e gestita correttamente, può anche avere una particolare funzionalità nella gestione generale della mandria, non solo in relazione alla mungitura. Le principali criticità sono lo spazio, il tempo di attesa, l’ambiente.

 

Il sovraffollamento è un fattore particolarmente stressante per la temperatura, per la visibilità di eventuali ostacoli e parti contundenti, per la postura degli animali. Lo spazio deve garantire un minimo 1,1 mq/capo, anche se è meglio assegnare almeno 1,3 mq. Se è utilizzata la corsia di alimentazione come zona di attesa, le parti contundenti possono essere il canale dove scorre la guida della ruspetta e i gradini. L’utilizzo di un’area correttamente dimensionata riduce le possibilità di lesioni.


Oltre allo spazio deve essere correttamente valutato il tempo di attesa, cercando di limitare la durata massima di stazionamento per gli ultimi animali entro l’ora. Il tempo è in rapporto al numero di animali, al numero di posti in sala, alla tipologia di impianto e alle procedure di mungitura. Con la stima del tempo medio di mungitura delle singole gabbiate è possibile determinare il numero di animali costituenti ogni gruppo di mungitura per contenere il tempo massimo di attesa e la relativa dimensione della sala di attesa.

 

Dimensione e collocazione della zona di attesa sono anche strettamente correlati al deflusso dalla sala alla fine della mungitura, che rappresenta un altro punto critico nella gestione della mandria in generale e della sanità delle mammelle in particolare.


La divisione in gruppi delle vacche in lattazione si basa normalmente sulle diverse fasi produttive (animali freschissimi o freschi, animali nel range del picco di lattazione, animali gravidi verso la fine della lattazione) e sulla produzione dell’animale. Le soluzioni sono diverse e si devono adattare alle esigenze specifiche dell’azienda
Nonostante che uniformare i gruppi per fase produttiva o per produzione di latte riduca in parte la disomogeneità dei tempi di mungitura, questa procedura non consente di ottimizzare questo aspetto a causa della diversità fisiologica degli animali.

 

Potendo controllare i tempi con i programmi gestionali applicati agli impianti di mungitura, è possibile inserirli nei parametri per la determinazione dei gruppi riunendo principalmente gli animali con tempi lunghi, che rallentano il tempo di ogni singola gabbiata, se mischiati con gli altri animali, e di conseguenza il tempo globale di mungitura. 


Per il controllo delle mastiti e dell’indice citologico è necessario avere un’adeguata conoscenza dello stato microbiologico del latte. In caso di presenza di patogeni infettivi per la mammella (specialmente di Stafilococco aureus) è essenziale un piano di eradicazione che in alcuni casi può passare per un periodo intermedio di recupero di animali, con una gestione in gruppi di separazione. Questa procedura è particolarmente complessa, con la formazione di almeno un gruppo per gli animali sani, uno per gli infetti, un gruppo tampone e uno eventuale per le primipare sane.

 

L’ordine di mungitura deve dare priorità agli animali sani e tra questi alle primipare, quindi proseguire con il gruppo tampone, infine concludere la mungitura con il gruppo delle infette. È evidente che specialmente negli allevamenti di piccole e medie dimensioni, la formazione di gruppi sanitari ostacola la possibilità di creare gruppi sulla base degli altri parametri.

 

La scelta dell'orario in cui effettuare la mungitura e del relativo periodo di attesa è un altro aspetto da considerare, in relazione alle esigenze di chi ritira il latte. Nelle ore più calde delle giornate estive, gli animali sono di norma più nervosi anche per la presenza di diversi insetti pungitori, tra i quali le mosche cavalline e i tafani, mentre le zanzare sono presenti principalmente verso sera all’imbrunire. La presenza di questi insetti rende gli animali molto nervosi con ripercussioni sulla successiva mungitura. Il trattamento insetticida, tramite nebulizzazione nella stalla di prodotti mirati e con cadenza periodica durante la giornata, deve portare all’abbattimento della presenza di insetti valutabile dalla presenza di punture sulla mammella.


Ogni fattore stressante dal momento di raduno delle bovine, al periodo di attesa e all’afflusso in sala, si riflette non solo sullo stato sanitario generale degli animali, ma anche sul loro comportamento in sala di mungitura: vacche non stressate e nervose sporcano molto meno e rilasciano più facilmente il latte.

 

Sia che si utilizzi la corsia di alimentazione, sia che venga realizzata un'apposita sala di attesa, è importante prevedere la presenza di abbeveratoi in un numero rapportato a quello degli animali presenti.
Per il controllo della temperatura corporea la sala di attesa può essere un punto fondamentale nei programmi di bagnatura degli animali, in quanto la permanenza obbligata per un tempo più o meno prolungato consente di effettuare più irrorazioni e successive asciugature, come previsto dai protocolli che si stanno sempre più diffondendo per ridurre lo stress da caldo.


Accesso alla sala di mungitura e operazioni di attacco


L’entrata in sala deve essere preferibilmente diretta; sono preferibili le rampe correttamente rigate agli scalini. Tutte le operazioni devono avvenire con la massima calma. L'atteggiamento degli operatori influenza notevolmente il comportamento delle bovine. Si deve evitare di urlare e possibilmente anche di parlare ad alta voce; gli animali non vanno percossi, pungolati o altro. Inoltre, è importante tenere il più invariato possibile il personale anche per l’adattamento degli animali.

 

L’installazione di un cancello riduttore di attesa può aiutare nelle operazioni di carico della sala di mungitura; si deve però regolarne il movimento in modo da non provocare stress agli animali.


All’ingresso in sala si dovrebbe avere un 20% massimo di animali da pulire. Un numero elevato di mammelle sporche comporta il prolungamento dell’intervallo tra preparazione e attacco e di conseguenza l’anticipo della scarica ossitocinica, con andamento bimodale della curva di flusso della mungitura. Il lavaggio delle mammelle eccessivamente sporche necessita inoltre di...

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