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lettiera di sabbia stalla vacca da latte

Redditività aziendale: cosa si può fare con la selezione

Si è parlato spesso in queste pagine di come impostare un programma di miglioramento genetico in azienda efficace che porti ad aumentare in maniera significativa la redditività dell'azienda. A qualcuno potrebbero sembrare tante belle teorie e a tutti quegli allevatori che da sempre sostengono di non fare genetica, perché non inviano torelli alla FA, potrebbero sembrare chiacchiere poco rilevanti.

 

Diventa allora molto interessante provare a dare un’occhiata a quello che succede in un’azienda che dal 2014 ha scelto di utilizzare la genetica, combinata con una gestione attenta dell'azienda a tutti i livelli, per far fare un salto di qualità all'allevamento rilevato dai genitori.

È un esempio concreto di quanto, investendo in genetica, si possa fare bene. Ringrazio per la disponibilità a condividere i loro dati la Società Agricola Fenarola S.S. di Fenaroli Vallotti e C. (BS).


Il patrimonio genetico della mandria


È uno dei capitali "dimenticati" dell'allevamento da latte: il patrimonio genetico costituito dalla mandria è la base su cui fondare il futuro dell'allevamento. Oggi ci si può investire a più livelli e cioè: 

a) con la scelta dei tori per la FA di manze e vacche in latte;

b) con i test genomici per definire con maggior precisione il livello genetico di ogni singola bovina;

c) con la scelta delle femmine da fecondare con i tori da latte per la rimonta.

Da ultimo si investono tempo e risorse per allevare e portare in condizioni ottimali al parto tutte le vitelle nate dalle scelte fatte sulla base di informazioni genetiche.

 

La maggioranza delle aziende lavora solo sul primo livello. Feconda tutta la mandria con i tori selezionati. Scegliere bene i padri delle future vitelle nate in azienda è ovviamente di fondamentale importanza, ma contribuisce solo per il 50% a migliorare il livello genetico delle future generazioni. Questo lo si fa e lo si è fatto da metà degli anni ’80, quando si è cominciato in Italia come nel resto del mondo a pubblicare gli indici genetici dei tori.

 

Con i moderni strumenti di selezione messi a disposizione dalla genomica e con la migliorata fertilità del seme sessato è oggi possibile lavorare anche sull'altro 50% del patrimonio genetico delle vitelle, cioè le madri. Quello che si è ottenuto nel tempo nell'azienda che andiamo ad esaminare è il risultato di un faticoso lavoro fatto a tutti i livelli e sfruttando al meglio tutti gli strumenti a disposizione di chi vuole utilizzare la genetica per dare una svolta alla produttività dell'allevamento.


Dalla teoria alla pratica


I quattro elementi che costituiscono un buon piano di miglioramento sono stati ricordati più volte su queste pagine, ma vale la pena ricordarli perché i risultati ottenuti in quest'azienda sono basati su di essi.

 

Sono quattro i pilastri che lo costituiscono e sono:

1. un’analisi accurata dei dati economici e zootecnici aziendali per valutare a che punto si è geneticamente nei diversi aspetti e definire i caratteri che è prioritario migliorare;

2. definire il proprio obiettivo di selezione, identificando anche lo strumento (=indice) da utilizzare nella scelta;

3. definire la strategia da utilizzare, cioè che livello e tipo di tori e che scelte e sulla base di quali elementi fare scelte (genomica o no) sulla linea femminile;

4. scegliere i tori (e le madri) per la rimonta in accordo con il proprio indice

 

Il primo pilastro è anche fondamentale per monitorare il buon andamento del programma alla fine del processo e quindi chiude il cerchio e rende bene l'idea che un programma di miglioramento ben fatto sia un ciclo continuo di scelte e verifiche che si ripetono nel tempo.


L'obiettivo del lavoro


L'obiettivo finale del lavoro era trasformare un’azienda di livello medio in un’azienda fra le migliori della provincia, non tanto per gli indici di per sé, ma per quello che una buona genetica di partenza può fare nel costruire livelli di produzione, morfofunzionali e riproduttivi di eccellenza. Era e ancora è un progetto ambizioso, che anno dopo anno sta dando grandi soddisfazioni su vari livelli.


L'analisi dati di partenza


Per definire con precisione la situazione di partenza sono stati analizzati tutti i dati allora disponibili: quelli contenuti nel software di gestione aziendale (in questo caso il gestionale legato all'impianto di mungitura) e quelli messi a disposizione dall'associazione allevatori e più specificatamente il Profilo Genetico Allevamento (PGA) e il file degli indici genetici di vacche e manze. 

L'azienda ha circa 250 vacche in lattazione.

 

Dall'analisi di tutti gli elementi disponibili sono emersi tre ordini di problemi:

• uno legato alla qualità del latte e più specificatamente un livello di grasso % troppo basso e penalizzante;

• un livello di fertilità molto basso e molto evidente nelle vacche in latte;

• una scarsa longevità legata alla fertilità, ma non solo.

 

Si è inoltre deciso di fare una valutazione economica utilizzando uno strumento che sulla base di numerosi parametri, pazientemente derivati dall'analisi delle informazioni disponibili, ha consentito di determinare, nelle specifiche condizioni dell'azienda, il valore economico marginale di:

- ogni litro di latte prodotto in più rispetto al valore medio;

- ogni decimo di percentuale di grasso;

- ogni decimo di percentuale di proteina;

- ogni kg di peso vivo;

- ogni punto percentuale di parti facili;

- ogni punto percentuale di fertilità nelle manze;

- ogni punto percentuale di fertilità nelle vacche;

- ogni caso clinico di mastite;

- ogni caso clinico di zoppia.

 

Determinare questi valori è la base per la costruzione di un indice di selezione economico come lo IES e l'ICS-PR oggi a disposizione di tutti, nel 2014 però in Italia non erano disponibili indici economici da utilizzare per la selezione.

 

Il risultato dell'analisi economica fotografava il presente e si è quindi proceduto a valutare anche l'impatto che, su questi valori, avrebbero avuto:a) una significativa variazione (± 20%) del prezzo del latte al litro e b) un significativo cambiamento (± 20%) del costo medio dell'alimentazione di vitelli, manze e vacche.

La variazione pur significativa di altri parametri non influenzava in maniera significativa i valori economici dei singoli elementi sopra ricordati.


La definizione dell'obiettivo e dello strumento di selezione


Nel 2014 l'unico indice a disposizione degli allevatori di razza Frisona per la scelta di tori e vacche era il PFT, che non forniva indicazioni economiche. Sulla base di quanto emerso dall'analisi economica si è deciso quindi di lavorare per mettere a punto un indice di selezione aziendale economico che puntasse a migliorare:

1. fertilità;

2. longevità;

3. qualità del latte.

La composizione dell'indice e il progresso genetico atteso...

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