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lettiera di sabbia stalla vacca da latte

Azienda Gajani. Vederci chiaro aiuta a fare più latte

In questa stalla alle porte di Milano sono stati fatti recentemente due investimenti importanti: un nuovo impianto di illuminazione a led e un sistema per la rilevazione di ruminazione, attività motoria, situazioni di stress. Risultato? Massima soddisfazione dell’allevatore, che ha constatato rapidamente la bontà delle scelte fatte e, verosimilmente, anche delle bovine, visto che il latte è aumentato.

sala mungitura

 

Decisamente Paolo Gajani, titolare con il fratello Pietro dell’azienda omonima a Pieve Emanuele, alle porte di Milano, è uno a cui piace vederci chiaro. In tutti i sensi. Ad esempio in quello letterale, ossia con luci della stalla innovative che abbinino massimo benessere per le bovine, illuminazione efficace e risparmio energetico. Ma è anche allevatore che ama – e può farlo – vederci chiaro quando si tratta di capire come procede la mandria, anticipando eventuali problemi e potendo così intervenire prima e meglio. Anche in questo caso la tecnologia gli dà una grossa mano, dato che le cose sono migliorate nettamente con l’ultimo investimento fatto. Tecnologia mirata che ha consentito di perfezionare una situazione già buona in partenza.

 

Vediamo allora qualche dettaglio in più di quello che è stato fatto in questa stalla con circa 300 vacche in mungitura, una media di 36 kg, 3,80% di grasso e 3,30% di proteine, cellule sotto le 150mila e carica batterica a diecimila.

 

Numeri buoni e, per quanto riguarda la produzione di latte, numeri migliorati di almeno tre litri/capo/giorno con l’adozione dei due strumenti tecnologici di cui andiamo a parlare, entrambi installati a inizio 2020: il nuovo impianto di illuminazione Farm-Led nelle corsie di alimentazione e i SenseHub su vacche in lattazione, asciutte e manze dagli otto mesi di gestazione. Per entrambi Sivam è distributrice in esclusiva per l’Italia, continuando un percorso intrapreso da tempo sulla strada della “nutrigestione”, ossia dell’abbinamento tra prodotti nutrizionali e scelte gestionali, supportate da strumenti elettronici sempre più evoluti, in grado di dare i migliori risultati.


Farm-Led, luce nuova in mangiatoia


Paolo Gajani ha subito capito che era quello che cercava quando l’ha visto all’opera in una serata di presentazione in un’azienda vicina: il sistema di illuminazione Farm-Led è infatti in grado di garantire una illuminazione che corregge buona parte dei difetti legati alla classica illuminazione basata su tubi fluorescenti. Questo grazie a una combinazione specifica e brevettata di led e lenti particolari. I primi forniscono una luce di altissima qualità, le seconde permettono di orientare i fasci luminosi in funzione delle varie esigenze dei differenti punti della stalla. 

 

Come spiega Gianpiero D’Alessandro, fondatore e amministratore delegato di Farm-Led, rispetto alla situazione “classica” di una stalla illuminata con tubi fluorescenti, il sistema Farm-Led offre un’illuminazione tangenziale, concentrata sulla corsia di alimentazione, senza andare a disturbare l’area di riposo.

 

La luce dei proiettori installati è una luce a 4.000 gradi Kelvin, paragonabile a quella del sole a mezzogiorno, senza sfarfallio (il flickering) ossia la sequenza di micro-fasi di buio e luce non percepibili dall’occhio umano, ma da quello della bovina che provoca in essa disturbo e irrequietezza.

 

Cosa significa questo? Significa un ambiente con un’illuminazione più omogenea, senza contrasti e zone d’ombra alternate a zone illuminate, ad esempio in prossimità dei pilastri, possibilità per le bovine di distinguere chiaramente cosa hanno di fronte e quindi di muoversi e accedere alla mangiatoia con maggiore tranquillità. In questa stalla sono stati installati 8 proiettori per corsia di alimentazione, posizionati a 4 metri di distanza uno dall’altro. A breve è prevista la loro istallazione anche sopra la zona di riposo. In questo caso però il numero sarà minore, per creare una illuminazione che non ostacoli il riposo delle bovine.

 

Questa soluzione, oltre a una illuminazione totalmente rivoluzionata, permette anche un buon risparmio energetico, grazie alla minore potenza installata, cosa che riduce drasticamente la fattura per illuminazione dell’azienda.

 

Decisamente soddisfatto l’allevatore, Paolo Gajani, che sottolinea in particolare l’uniformità di illuminazione della mangiatoia e l’accesso regolare delle bovine lungo tutta la sua lunghezza. Non solo. Rileva un dato importante: una corretta illuminazione è utile non solo in inverno, per correggere le numerose ore di buio, ma anche in estate, perché alletta le bovine ad accedere alla mangiatoia nelle ore più fresche, così che, anche nel periodo caldo, riescono ad assumere una adeguata quantità di sostanza secca. 

 

La corsia di alimentazione è sempre illuminata e, pur con un maggiore numero di ore di accensione rispetto a un sistema classico, grazie ai minori consumi complessivi, l’impianto si ripaga in circa un anno. Senza contare quello che avviene a livello di produzione. Qui, come testimonia Paolo Gajani, il confronto tra primavera 2020 e primavera 2019, con e senza impianto Farm-Led, parla di 3 litri di latte in più per capo


Sala di mungitura illuminata a giorno


Non è finita. Vederci chiaro è sempre utile, soprattutto quando si sta mungendo. Ecco perché anche nella sala di mungitura e nella zona di attesa si è passati al nuovo impianto Farm-Led. Nuovo impianto e schema classico proposto dall’azienda installatrice, frutto di ricerca ed esperienza maturate in anni dedicati al tema della illuminazione zootecnica. 

 

Un primo concetto importante: non serve illuminare allo stesso modo la fossa di mungitura e il resto della sala. Così facendo si dà in genere meno luce ai mungitori di quanto servirebbe loro per vedere nitidamente ogni dettaglio; e si dà, al contrario, troppa luce alle bovine, contribuendo ad accentuare il nervosismo di molti soggetti. 

 

Ecco allora che si ha la fossa di mungitura è illuminata con quattro proiettori led in linea, con temperatura colore di 5.000 gradi Kelvin e resa cromatica 93%. Un'illuminazione praticamente perfetta, omogenea, che esalta ogni colore, il bianco in particolare (dettaglio utilissimo, ad esempio, per valutare eventuali anomalie del latte).

 

Il tipo di illuminazione che si può apprezzare nella fossa di mungitura è dovuta non solo ai led installati, ma anche a un gioco di lenti che orientano il fascio di luce in maniera contrapposta (con una proiezione in gergo denominata asimmetrico-contrapposta), determinando un'illuminazione perfetta proprio nella zona mammella, area dove si concentra praticamente tutta l’illuminazione. Proprio dall’abbinamento tra led e lenti, è possibile creare quello che viene definito “fascio di luce a banana”, ossia una curvatura del raggio luminoso che va a colpire proprio il punto dove serve l’illuminazione. 

 

Ecco allora che il mungitore può svolgere la mungitura con la massima illuminazione dove serve. Come ricorda Paolo Gajani inizialmente si rimaneva quasi disturbati da tanta luce, ma si è presto capito che era un aiuto fondamentale per una corretta mungitura. 

 

L’ambiente circostante è illuminato con una intensità minore, ma perfettamente e senza zone d’ombra che creerebbero paura agli animali, nervosismo, difficoltà di avanzamento: vale per la zona di attesa come per il percorso di uscita. 


SenseHub, tutta un’altra storia 


Non solo luce nuova in stalla per Paolo Gajani, ma anche dati, tanti dati a disposizione per seguire momento dopo momento gli animali presenti, anticipando i problemi e riducendo costi e tempi di recupero. Questo grazie all’adozione (avvenuta pressoché nello stesso periodo del nuovo impianto di illuminazione) del SenseHub, altra scelta di cui qui sono estremamente soddisfatti.

 

Difficile dargli torto, soprattutto vedendo la mole di informazioni che il concentrato di tecnologia racchiuso in questo “orecchino” azzurro è in grado di fornire all’allevatore. Andamento della ruminazione, dell’ingestione, dell’attività motoria (con segnalazione del momento ottimale per la fecondazione), rilevazione di situazioni di stress termico. Ovviamente il tutto proposto con indici ad hoc, visualizzato con curve di immediata lettura, andamenti medi, soglie di allarme.

 

Dal monitor del suo computer Paolo Gajani è in grado di avere una quantità di informazioni estremamente precise su ogni bovina, oltre che su ogni gruppo. Il SenseHub si dimostra un eccellente collaboratore – spiega Paolo Gajani – in grado di segnalare un eventuale problema con un anticipo di 48 ore rispetto al suo manifestarsi. Cosa che permette di attivarsi e agire in anticipo, riducendo di molto il danno.

 

Grazie alle informazioni del SenseHub è anche possibile monitorare in tempo reale ogni scelta fatta in stalla, ad esempio di alimentazione, o di regolazione del sistema di raffrescamento. La molteplicità di fattori considerati dal SenseHub (ruminazione, ingestione, attività motoria, atti respiratori) consente di avere informazioni estremamente attendibili e anticipare (e quindi porvi rimedio) situazioni di stress in arrivo a carico degli animali.

 

Questo vale per le vacche in lattazione ma, sottolinea Paolo Gajani, ancora di più per le vacche in asciutta. Proprio qui, tra questi animali, si sono rilevate situazioni di stress (ad esempio da caldo, ma anche legate a cambi di gruppo sociale e di spazi) che altrimenti sarebbero sfuggite. Per questo tutte le bovine qui sono dotate di “orecchino” azzurro, comprese le manze dall’ottavo mese di gestazione. Per loro si utilizza prima il “vecchio” rilevatore di ruminazione a collare antenato del SenseHub, utile comunque per non perdere calori nelle manze, per poi passare alla tecnologia più evoluta nell’imminenza del parto. Pratica utilissima per tenere d’occhio anche gli stress delle manze, più frequenti di quanto si pensi, spiega Paolo Gajani. 


Dati, prodotti, assistenza


Ovviamente non è solo una questione di dati: di grande aiuto è il supporto tecnico che Sivam fornisce per l’interpretazione degli stessi e il perfezionamento e adattamento continuo di gestione e mangiatoia. Quello che ne deriva è un mix dinamico di tecnologia, nutrienti e gestione, dove ciascuno di questi fattori è stimolo e aiuto al miglioramento. Che, come testimoniano i tre litri di latte in più, c’è, si vede e si misura.  

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