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lettiera di sabbia stalla vacca da latte

Azienda Zilio. L'integrazione è un investimento che rende

Ottimizzando l’integrazione con oligoelementi e vitamine, in questa grande stalla della provincia di Padova si sono nettamente ridotte le problematiche del post parto, in particolare le metriti. Certo, serve anche tanto altro, ma sicuramente avere buona mira e buoni prodotti per aggiustare la razione con i nutrienti necessari è un bell’aiuto.


Stalla Azienda Zilio

La gestione della transizione è stata il punto centrale nel lavoro fatto in questa stalla dallo staff tecnico di Agrovit, azienda specializzata nella integrazione nutrizionale e distributore autorizzato in allevamento della gamma di specialità rumino-protette e minerali chelati Balchem. Un lavoro sicuramente ben fatto, che ha mostrato i suoi vantaggi in poco tempo. Per la soddisfazione, innanzitutto, degli Zilio, soci titolari di una delle più grandi stalle da latte del Veneto a Villafranca Padovana, con le sue oltre mille vacche in mungitura e tutto ciò che ne consegue in termini di asciutte e rimonta. 

 

Una stalla ben organizzata, con strutture moderne e buona gestione, che tuttavia aveva cominciato ad avere problemi ripetuti e frequenti in transizione. Più evidente di tutti quello della ritenzione di placenta, con lo strascico di metriti, difficoltà riproduttive, ritardi nella fecondazione. Ma anche la chetosi era una problema aperto.

 

Insomma, serviva una revisione complessiva dell’approccio alimentare, che affiancasse quanto di buono già era stato fatto a livello di strutture. In particolare la stalla per il pre e post parto, ampia, su lettiera, decisamente un bel passo avanti sulla via del benessere animale.


Colina e niacina incapsulate, un gioco di squadra


Dunque, transizione come fase privilegiata di intervento. Come racconta il dr. Mario Pirondini, nutrizionista di Agrovit che segue l’azienda Zilio, è proprio a questo livello che si sono concentrati inizialmente gli sforzi, andando poi ad allargare il raggio di azione anche sulle vacche in lattazione, con particolare riferimento alla riduzione dello stress termico estivo. 


Il discorso non può che andare alla micronutrizione e alla possibilità di agire, mediante integrazioni mirate sui punti critici del metabolismo per migliorare lo stato fisiologico della bovina, le sue capacità immunitarie e, ovviamente, le prestazioni produttive e riproduttive. 


Nelle fasi di asciutta e pre-parto sono stati inseriti oligoelementi chelati che andassero a soddisfare al meglio i fabbisogni fisiologici degli animali in queste fasi, visto l’elevatissimo livello di biodisponibilità che caratterizza la gamma di oligoelementi in forma organica KeyShure® di Balchem, e poi niacina e colina incapsulate (NiaShure™ e ReaShure®, rispettivamente). La prima ha un ruolo importante nel ridurre nella bovina la sensibilità allo stress da caldo grazie all’aumento della vasodilatazione periferica ed all’incremento del tasso di sudorazione, mentre la seconda gioca una parte importante nella prevenzione della sindrome da fegato grasso, a sua volta legata alla insorgenza di chetosi.

 

L’efficacia di queste integrazioni c’è nella somministrazione del singolo nutriente ma, indubbiamente, c’è un “gioco di squadra” positivo quando si trovano insieme nella razione nelle giuste proporzioni. Mario Pirondini spiega: “Certo, sono prodotti efficaci singolarmente, ma ancora di più se presenti insieme. La combinazione tra colina e niacina ruminoprotette ne è un esempio. La colina ha un effetto positivo sul metabolismo epatico, mentre la niacina agisce riducendo la lipomobilizzazione. Con la colina cioè si riduce l’insorgenza del fegato grasso, con la niacina la perdita di peso corporeo a cui gli animali vanno incontro nelle prime settimane di post parto, situazione predisponente alla chetosi.” 


Prevenire l’ipocalcemia


Torniamo all’azienda degli Zilio. Sempre con l’occhio concentrato inizialmente sull’asciutta, un altro obiettivo è stato quello di prevenire situazioni di ipocalcemia, collegate a un non bilanciato apporto minerale della dieta e dei foraggi utilizzati. Qui i fieni sono tutti acquistati, mentre si producono insilati di mais, di cereali autunno-vernini e di sorgo. In questo caso si è impiegato uno specifico sequestrante per il calcio, così da riportare la razione del pre-parto alla situazione ottimale e avere una regolare mobilizzazione del calcio endogeno post parto.

 

Inutile dire che, aggiustato anche il tema calcio oltre che impostata una corretta integrazione di colina e niacina, la situazione generale delle bovine è decisamente migliorata, con netta riduzione dei problemi segnalati. Come sottolinea Giuseppe Zilio, uno dei titolari, si sono nettamente ridotte le metriti, che era il punto critico di partenza, ma c’è stato anche un netto miglioramento riguardo alle chetosi, che ora hanno prevalenza nella mandria che si è stabilizzata al 10%, decisamente inferiore al dato medio considerato accettabile pari al 25%. 


Si lavora per il presente e per il futuro


I vantaggi di una corretta integrazione in oligoelementi si prolungano nel tempo e non si fermano all’immediato. Ad esempio la prevenzione dell’ipocalcemia ha un effetto diretto sulla maggiore mobilità muscolare, sul funzionamento del sistema immunitario, sulla riduzione quindi delle infezioni post parto, con quel che ne deriva in termini di perdita di produzione, consumo di farmaci, latte di scarto.

 

Quanto ai disturbi metabolici del post-parto, ricorda ancora il dr. Pirondini, “È noto da tempo che una bovina che non ha problemi di fegato grasso e di chetosi produrrà mediamente oltre 2 kg di latte in più al picco, con un vantaggio che si prolunga per tutta la lattazione, arrivando a aumenti di produzione oltre i 6 quintali di latte.

 

I vantaggi si trasmettono anche alla progenie: una vitella che nasce da una madre supplementata con ReaShure® è provato che abbia migliori performance di crescita, per un effetto positivo che si ha sulla qualità del colostro e per un maggiore assorbimento di immunoglobuline. Non solo – continua Mario Pirondini – perché c’è un vero e proprio inprinting epigenetico grazie al quale l’animale avrà uno sviluppo migliore, anticipata entrata in produzione della manza, maggiore produzione alla prima lattazione, minore sensibilità agli eventi patologici”. 


Rimessa su binari corretti la fase di transizione, come accennato si è allargato il raggio delle attenzioni anche alle vacche in lattazione. In una situazione già buona si è però potuto ulteriormente migliorare con il ricorso a un’integrazione con niacina protetta per la prevenzione dello stress termico estivo. Questo intervento, unito alle attenzioni dedicate alla mandria da parte della famiglia Zilio, ha garantito un aumento della produzione nei mesi caldi pari a +1,9 kg/capo/giorno rispetto alla precedente stagione estiva. Ovviamente il supporto dello staff tecnico di Agrovit va anche oltre, con un'attenzione continua alla fase nutrizionale dell’azienda, all’analisi di foraggi e materie prime, al controllo del BHB per il monitoraggio delle chetosi.


Più strutture e più benessere


Qui di latte se ne fa tanto, per via dei capi presenti e anche per le prestazioni medie, con 35 kg di latte capoL’intervallo parto-concepimento medio è attorno ai 120 giorni e in azienda si adotta un protocollo di sincronizzazione. La mandria in lattazione è suddivisa in 5 gruppi: post parto, freschissime, primipare, pluripare fresche e pluripare avanti nella lattazione.

 

Nel futuro della stalla, a breve, c’è un ulteriore ingrandimento, ma che sarà destinato soprattutto a dare più spazio e benessere alle bovine presenti che non a un ulteriore aumento di capi. Anche sulle strutture esistenti si è lavorato per continuamente accrescere il benessere. È il caso dei passaggi, allargati togliendo una cuccetta per lato, del sistema di ventilazione e bagnatura delle bovine, dei nuovi abbeveratoi aggiunti alle testate della stalla allungando la corsia e allargando i passaggi anche in questo punto.

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