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Patologie metaboliche: cosa si può fare a livello genetico?

Insieme alla mastite, alle patologie riproduttive e dei piedi, le patologie metaboliche hanno un forte impatto economico sulle aziende da latte. Ridurne l'incidenza consente di influenzare l'efficienza economica dell’allevamento, sia riducendo le spese per i trattamenti farmacologici che le perdite economiche legate a una minore produzione.

 

Si parla generalmente di chetosi, dislocazione abomasale e collasso puerperale. Sono le tre principali patologie per le quali oggi in molti Paesi esistono strumenti specifici che supportano gli allevatori nell'azione di riduzione di queste patologie già a partire dalla genetica, a partire cioè dalla scelta dei tori per la FA e delle bovine da fecondare e/o delle vitelle da allevare per la rimonta aziendale. Come sono fatti questi strumenti? In quali Paesi sono disponibili? Che cosa si sta facendo in Italia su questi aspetti?


Le più importanti patologie metaboliche


Le tre patologie metaboliche più importanti, come detto, sono:

- la chetosi;

- la dislocazione abomasale;

- il collasso puerperale.

 

La chetosi può essere classificata come clinica o subclinica, è più frequente nelle bovine ad alta produzione e insorge tipicamente nei primi due mesi di lattazione. È una delle conseguenze di un severo bilancio energetico negativo, quando le richieste energetiche per la produzione di latte e il mantenimento superano l'energia ingerita con la razione. Per compensare questa carenza le bovine mobilizzano le riserve di grasso corporeo.

L'iperchetonemia insorge quando il tasso rilascio di acidi grassi eccede la capacità del fegato di gestire i composti intermedi dell'ossidazione degli acidi grassi, facendo aumentare i corpi chetonici (come l'acetone, il betaidrossibutirrato o BHB, e l'aceto acetato). 

 

La dislocazione abomasale è invece una patologia metabolica che insorge spesso subito dopo il parto a causa dello stiramento degli attacchi dell’abomaso, che può avvenire durante il post-parto, e dell'aumento di spazio nella cavità addominale a seguito del parto stesso.

La dislocazione è più frequente a sinistra che a destra, quindi normalmente quando si parla di dislocazione abomasale si intende la dislocazione a sinistra. È facile da diagnosticare mediante auscultazione, a causa dell'accumulo di gas che produce un rumore tipico picchiettando la bovina sul lato. Per la sua risoluzione è richiesto un intervento chirurgico da parte del veterinario. 

 

Il collasso puerperale o ipocalcemia insorge quando i meccanismi di omeostasi non sono più in grado di mantenere il normale livello di calcio nel sangue. La patologia è caratterizzata da una parziale o una completa paralisi e insorge generalmente subito dopo il parto. È più frequente nelle pluripare che nelle bovine al primo parto. 


Gli indici genetici per le patologie metaboliche nel mondo


Anche con l'aiuto fornito dalle analisi genomiche che consentono, anche quando è possibile raccogliere dati accurati solo su una piccola parte delle bovine sottoposte ai controlli funzionali, di stimare indici sufficientemente accurati, in molti Paesi negli ultimi dieci anni sono ufficiali indici per la resistenza alle patologie metaboliche.

 

L'indice più diffuso è quello per la chetosi, grazie anche alla possibilità di stimare il livello di BHB attraverso la stessa analisi del latte che valuta il contenuto di grasso, proteina, lattosio e urea. Questo consente di recuperare informazioni su tutte le bovine che hanno forme di chetosi subclinica da aggiungere ai dati delle diagnosi di chetosi clinica.

Nei Paesi in cui la raccolta dei dati in azienda include anche tutti i casi clinici si pubblicano indici per la dislocazione e per il collasso puerperale. 


Paesi Bassi

 

Nei Paesi Bassi l'indice per la chetosi è ufficiale dall'aprile 2015. Vengono utilizzati i dati raccolti in azienda sui casi clinici e i dati sui livelli di BHB e acetone ricavati dalle analisi al medio infrarosso dei controlli del latte, che vengono utilizzati in un modello multicarattere come indicatori indiretti. L'indice è valutato nelle tre diverse lattazioni e l'ereditabilità del carattere varia dal 16% della prima lattazione al 18% in terza lattazione. L'ereditabilità dei livelli di acetone e BHB nel latte varia invece da un minimo di 17% per il livello di acetone di terza lattazione al 24% del livello di BHB nel latte in prima lattazione.

 

Gli indici delle singole lattazioni vengono poi combinati fra loro con un peso del 41%, 33% e 26% rispettivamente. In questo modo, il livello di ereditabilità per la chetosi, il livello di acetone e di BHB è rispettivamente del 24%, del 31% e del 34%. Nel modello di valutazione si tiene conto dell'effetto ambientale allevamento-giorno di controllo, della stagione e dello stadio di lattazione.

 

L'indice pubblicato ha media 100 e deviazione standard uguale a 4. Ha una correlazione negativa con i kg di latte, grasso e proteina e positiva con tutti i caratteri funzionali. I tori le cui figlie hanno una minore frequenza di chetosi hanno valori superiori a 100. L'indice non è incluso nella formulazione dell'indice NVI dairy.


Paesi Nordici


Nei Paesi Nordici l'indice per la salute generale introdotto nel 2008 includeva anche le principali patologie metaboliche. Dal 2019 questo indice include nella sua formulazione anche un indice specifico per la chetosi, stimato sulla base dei casi registrati di chetosi clinica e dei livelli di acetone e BHB ottenuti dai controlli funzionali. Anche in questo caso l'indice è valutato separatamente nelle prime tre lattazioni (la terza lattazione include anche i casi registrati nelle lattazioni successive).

 

In totale sono due le categorie che riguardano le patologie metaboliche: la chetosi e le altre patologie metaboliche dove vengono inclusi tutti i casi registrati di dislocazione e collasso puerperale. Gli effetti ambientali considerati nel modello di valutazione sono il Paese (Danimarca, Finlandia o Svezia)-allevamento-anno, il mese di parto e lo stadio di lattazione, in modo molto simile alla valutazione olandese.

 

L'ereditabilità della chetosi clinica va dall'1,2% in prima lattazione allo 0,5% in seconda e nelle successive lattazioni, mentre l'ereditabilità del livello di BHB e acetone nel latte è intorno al 5%. Le correlazioni genetiche sono molto alte e positive fra tutte le patologie metaboliche: l'indice generale per la salute, che include anche le patologie riproduttive e le patologie del piede, ha una correlazione con l'indice per la chetosi clinica del 65%, mentre la correlazione con le altre patologie metaboliche è superiore all'80%. Il valore economico stimato per ogni punto percentuale di incidenza della patologia è di 3,12 euro per tutte le patologie metaboliche e di 1,45 euro per la chetosi.

 

L'indice sulla scala originale viene standardizzato e combinato nelle tre lattazioni per ciascuna categoria di patologie considerate. L'indice generale viene poi combinato in funzione del valore economico e dell'incidenza di ciascuna patologia. 

Il valore dell'indice nella prima lattazione pesa il 30% nell'indice generale, quello in seconda il 25% e il 45% di peso viene assegnato alla chetosi in terza lattazione.

 

L'indice è pubblicato su una scala con media 100 e deviazione standard pari a 10. Un indice con valore superiore a 100 indica una minore incidenza della patologia. Ogni punto equivale a una diminuzione dell'incidenza di 0,04% per la chetosi e -0,13% per le altre patologie metaboliche. L'indice per la salute generale è incluso nel TMI, l'indice di selezione della Holstein nei Paesi nordici.


Francia


La pubblicazione dell'indice per la chetosi in Francia è legata al progetto Genosantè cominciato nel 2016. L'ereditabilità della chetosi...

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