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Acqua, irrigazione e rischio micotossine

 

stress idrico mais

 

Nelle ultime campagne agrarie diversi sono stati i casi di prolungate siccità e temperature elevate. Ad esempio in tutti gli areali maidicoli nel 2012, 2015 e 2017 questi fattori hanno determinato diffusi sintomi di stress sulla coltura, con una chiara riduzione delle rese. Questi andamenti meteorologici avversi non sono da considerarsi occasionali proprio per la frequenza con cui sono stati registrati nelle ultime campagne agrarie, cadenza che potrebbe crescere nei prossimi anni come conseguenza del cambiamento climatico.

 

Molti modelli previsionali indicano un crescente aumento delle necessità irrigue per le colture e in particolare per il mais, come effetto combinato di una diminuzione delle precipitazioni estive e dell’aumento delle temperature, che provocano maggiori richieste evapotraspirative dell’ambiente.

 

Sul mais il maggior effetto negativo sulle rese produttive dovuto allo stress idrico è generalmente compreso da 10 giorni prima dell’emissione del pennacchio e la piena fioritura, che si traduce in un’elevata incidenza di casi di mancata fecondazione della spiga. Il perdurare di carenza idrica nelle fasi di riempimento dei granelli comporta una successiva riduzione del peso delle cariossidi. Ma ciò che più preoccupa gli agricoltori e gli allevatori negli ultimi anni sono le infezioni di Aspergillus spp., con possibile conseguenza di un forte aumento di contaminazione da aflatossine.

 

A. flavus e A. parasiticus sono funghi saprofiti, ovvero che si cibano solitamente di sostanza organica in decomposizione. Nel caso dei campi coltivati sopravvivono sui residui colturali che degradano. Hanno purtroppo anche la capacità di diventare patogeni e sono infatti noti per le infezioni che provocano nei cereali e per la conseguente produzione di aflatossine, sostanze tossiche per i mammiferi. Sono anche patogeni opportunisti negli esseri umani e negli animali causando l’aspergillosi.

 

Le aflatossine sono sostanze tossiche per l’uomo e gli animali superiori classificate dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro in classe 1, in quanto cancerogene per l’uomo. Sono considerate le sostanze naturali più tossiche fino a ora conosciute, in grado di causare tossicità sia acuta, sia cronica, e contribuiscono in modo significativo alla collocazione delle micotossine al primo posto come sostanze dannose che giungono all’uomo attraverso il cibo.

 

La contaminazione da aflatossine nel mais è un problema a diffusione mondiale che è maggiormente presente nelle aree tropicali, ma recentemente, a causa dei cambiamenti climatici in atto, si manifesta sempre più frequentemente anche in Europa. A. flavus e A. parasiticus sono funghi xerofili e quindi più adatti a condizioni di alte temperature e piogge limitate o assenti.

 

Il deficit idrico quindi, oltre alle perdite quantitative di produzione, ha dei forti riflessi sulla qualità della granella e delle ripercussioni ben note sulle quotazioni di mercato.

 

Per far fronte alle maggiori necessità irrigue del territorio sarà necessario sempre di più ottimizzare l’utilizzo idrico e l’efficienza degli adacquamenti, in un contesto di crescente competizione per l’uso dell’acqua tra l’agricoltura e le altre attività economiche e sociali. Oggi l’interesse del mondo agricolo è più che mai quello di avere metodi irrigui più efficienti sia in termini irrigui, sia economici.

 

L’irrigazione del mais per scorrimento risulta essere la strategia più diffusa e meno costosa, ancorché dispendiosa in termini di manodopera e caratterizzata da una bassa efficienza irrigua.

 

L’adacquamento per aspersione mediante l’irrigatore autoavvolgente permette... 

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