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lettiera di sabbia stalla vacca da latte

Spazio, benessere e prestazioni riproduttive della mandria


Non c’è benessere, non c’è cow comfort senza uno spazio adeguato per le bovine nella stalla. Se lo spazio è fondamentale in ogni fase di allevamento, ce ne sono alcune per le quali condizioni di sovraffollamento (così come altri stress, come il caldo estivo) sono assolutamente da evitare. È il caso della zona di asciutta, dell’area parto e post-parto.

 

Evitando il sovraffollamento si riduce la competizione e l’aggressività nel gruppo e gli animali possono passare più tempo in mangiatoia, riposandosi, socializzando e giocando tra di loro. Garantire più spazio è fondamentale, ma non basta. Occorre anche che questo spazio sia di qualità quanto a ventilazione, luminosità, igiene dei locali.

 

Gli animali, inoltre, non devono essere disturbati, catturandoli solo se strettamente necessario e mai oltre i 90 minuti al giorno. Un “moderato” sovraffollamento potrebbe anche essere sopportato (scontando comunque inevitabilmente una produzione inferiore), a patto che gli ambienti siano adeguati, la gestione delle bovine sia eccellente, la suddivisione per gruppi realizzata e ci sia una precisa gestione nutrizionale.

 

Sono questi i punti chiave di un lungo e accurato articolo, a cura di Gianni Gnemmi (buiatra di fama mondiale e docente presso la Facoltà di Veterinaria dell’Università Cattolica di Valencia) e di Cristina Maraboli (Bovinevet internacional - Bovine Ultrasound Services & Herd Management, Huesca – ES), comparso di recente sul numero 2/2020 di Summa Animali da Reddito, rivista specialistica per veterinari che al benessere animale ha dedicato un ampio dossier di approfondimento, dal quale abbiamo tratto questa sintesi.

 

Quando si tratta di benessere valgono sicuramente le classificazioni, le tabelle, gli schemi, ma – come spiegano gli Autori - è lo stesso bovino che indica la strada da percorrere nel percorso di miglioramento del benessere in stalla, utilizzando, per convincerci, le sue produzioni. Ogni volta le condizioni di allevamento non sono quelle che dovrebbero essere, le performance dei bovini si riducono, talvolta anche notevolmente. Non si tratta solamente di produzione, ma anche, e spesso, sono le performance riproduttive a cedere.


Benessere e riproduzione, c’è un momento critico


Le performance riproduttive del bovino sono vincolate alla qualità della gestione della fase di transizione, ossia tre settimane prima e tre dopo il parto. È questo un momento critico per la vacca, nel quale è sottoposta a enormi cambi fisiologici. Gli Autori ritengono che si debba considerare il periodo di transizione con maggiore flessibilità temporale, sia per quello che riguarda la preparazione al parto, che per la gestione del post-parto, in considerazione delle implicazioni sulla sfera produttiva e riproduttiva.

 

Una regolare ripresa della dinamica follicolare è il primo passo per poter aspirare a inseminare precocemente e con elevati tassi di concepimento. La prima onda follicolare post-parto, se la bovina ha avuto un’evoluzione regolare del pre-parto, del parto e dell’immediato post-parto, si avvia tra il 7°-9° giorno post-parto. Se tuttavia vi sono dei problemi sanitari, si ha un ritardo nella ripresa del ciclo ovarico, oppure questo si può interrompere, determinando uno stato di anovulazione dell’animale, che si può estendere per settimane, a volte per mesi, in ragione dello stato energetico della mandria, o del tipo di anaestro, e anche in ragione del problema che ha scatenato questo evento. 


Attenzione ai fattori di rischio


Gli Autori passano poi a descrive i fattori di rischio che possono pregiudicare una regolare ripresa del ciclo riproduttivo. Innanzitutto c’è il parto. Il parto è, infatti, un fattore di rischio molto importante per quello che riguarda la carriera riproduttiva della bovina, con effetti sulla produzione, ma anche sulla qualità della stessa a seguito di un parto difficile. Si possono perdere fino a 800 kg di latte/lattazione, con perdite del 20-25% di grasso e proteine, un aumento di 30-35 giorni aperti e un aumentato rischio di eliminazione involontaria degli animali. In presenza di una distocia, si ha una ritardata involuzione uterina, un ritardo della prima inseminazione e dei bassi tassi di concepimento.

 

La distocia e la ritenzione delle membrane fetali sono i due fattori di rischio più importanti per quello che riguarda la sfera riproduttiva, spiegano gli Autori: da essi dipenderanno l’incidenza delle metriti puerperali e delle endometriti, entrambe in grado di pregiudicare le performance riproduttive del bovino. Normalmente nelle prime 6 ore post-parto, circa un 66% delle bovine ha espulso la placenta; dopo 12 ore circa il 92% degli animali avrà espulso le secondine.

 

Normalmente il target per la ritenzione di placenta (mancata espulsione entro le 12 ore post-parto) è del 5-10%. L’incidenza della ritenzione di placenta, e quindi della metrite acuta puerperale e dell’endometrite (forme clinica e sub-clinica), è fortemente condizionata dalle condizioni ambientali nelle quali si svolge l’asciutta e in particolare il close up, ovvero le 2-3 settimane che precedono il parto. Sono diversi i fattori che possono incidere sull’insorgenza della ritenzione di placenta e sui disturbi del parto, tuttavia il sovraffollamento è uno dei fattori più importanti.


Rischio sovraffollamento 


Un altro fattore di rischio notevole è il sovraffollamento durante la transizione. Un sovraccarico di animali nella fase di transizione, spiegano gli Autori, ha sempre, delle conseguenze sulla produzione, sulla risposta allo stress e sulla salute degli animali. Talvolta queste conseguenze sono disastrose, nonostante la grande capacità di adattamento delle vacche.

 

Anche in asciutta si deve garantire alla bovina uno spazio adeguato di riposo, di mangiatoia e di abbeverata; diversamente la sua produzione e la qualità della produzione (vedi cellule somatiche) dopo il parto ne risentiranno inevitabilmente. In asciutta si devono garantire non meno di 15-20 mq/ capo per soddisfare i tempi di riposo. Va ricordato, inoltre, che le bovine del close up hanno bisogno di più tempo di una bovina nel post-partum per ingerire la stessa quantità di sostanza secca. In condizioni di sovraffollamento, gli animali gerarchicamente inferiori si avvicinano alla mangiatoia più tardi rispetto a quelli dominanti. Pertanto si ha, da un lato, la necessità un tempo maggiore per riempire il rumine e, dall’altro, una minore possibilità o volontà degli animali più deboli di accedere alla mangiatoia. 

 

A causa del sovraffollamento, le bovine riducono l’ingestione fino al 15%, predisponendosi alle patologie del post-partum. In un ambiente con grande competizione e conseguente aggressività, come ad esempio un’asciutta sovraffollata, le bovine passano meno tempo ad alimentarsi e a riposare, trascorrendo molto più tempo in piedi, trovandosi quindi in una situazione di stress e spesso di bilancio energetico negativo, condizioni queste che pongono le basi per lo sviluppo di una distocia e della ritenzione delle membrane fetali, oltre che di chetosi e di altre patologie metaboliche. 

 

Chiaramente - spiegano gli Autori - tutto ciò comporterà una ripercussione diretta e indiretta anche sulla sfera riproduttiva attraverso: 

1. ritardo dell’involuzione uterina;

2. ritardo della prima IA;

3. minore tasso di concepimento alla prima IA e successive; 

4. maggiore tasso di eliminazione involontaria nei primi 30-60 giorni di lattazione;

5. aumento di 30-35 giorni aperti;

6. maggiore rischio di mastiti cliniche e sub-cliniche e maggiore gravità dell’evento mastite; in un ambiente sovraffollato infatti le condizioni igieniche sono generalmente meno buone e l’hygene score delle bovine è peggiore, predisponendole a un rischio maggiore di contrarre infezioni della mammella;

7. in generale un calo di produzione tra il 10-35%.

 

Le bovine che si trovano in una condizione di sovraffollamento passano molto più tempo in piedi. Questa situazione le predispone verso l’insorgenza di patologie podali, che in questa fase possono compromettere in modo irreversibile le future performance produttive e riproduttive della bovina. Il piede della bovina si trova spesso immerso nel liquame, sempre abbondante se c’è sovraffollamento: a causa della costante umidità si ha ipercrescita degli unghioni, che saranno anche più teneri e quindi più predisposti alle patologie podali. Questa situazione in particolare si verifica su pavimentazioni...

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