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La genomica nella razza bufalina

 

recinto bufale

 

Per quanto riguarda le principali razze da latte la selezione genomica è ormai la realtà sulla quale si basano tutte le scelte sulle madri di toro, sui padri di toro e sui torelli da avviare alla FA. Il numero di allevatori che decide di utilizzare la genomica per testare la mandria e selezionare sulla base dei risultati le madri delle future generazioni di vitelle per raggiungere più efficacemente i propri obiettivi di miglioramento genetico cresce.

 

Questo vale, in Italia, per Frisona, Bruna e Pezzata Rossa, mentre per le piccole razze sono ancora lontani i tempi in cui si potrà utilizzare la genomica per la selezione o per il mantenimento della variabilità genetica. Cosa succede per la specie bufalina? Esiste un chip specifico per l'analisi del DNA? A che punto è la selezione e gli studi genomici su di essa e che cosa consentono di fare oggi? 


La selezione nelle razze bufaline


La specie bufalina costituisce una risorsa primaria per moltissimi piccoli allevatori nei Paesi in via di sviluppo e una risorsa importante per i mercati specializzati legati a prodotti di eccellenza.

 

Il bufalo domestico è distribuito in tutto il mondo, lo si trova in almeno 129 diversi Paesi, soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali. Il suo contributo all'economia rurale di molte di queste zone è cruciale; soprattutto in Asia, infatti, in molte regioni i bufali sono più importanti dei bovini. Si stima che la popolazione mondiale di bufali sia intorno ai 195 milioni; a confronto i bovini sono 1,4 miliardi, le pecore circa 1 miliardo e le capre intorno a 500-600 milioni.


Si distinguono due tipi di bufali domestici: il River Buffalo (Bubalus bubalis bubalis, 2n = 50), che ha una distribuzione mondiale ed è la specie predominante dall'Ovest dell'India all’Europa, e lo Swamp Buffalo (Bubalus bubalis carabanensis, 2n = 48), che si trova più frequentemente nei Paesi dell'Est Asiatico (dall'India alla Cina, in Indonesia e nelle Filippine).


La popolazione bufalina in Asia è di circa 188 millioni e rappresenta circa il 95% della popolazione mondiale. In Africa il bufalo si trova solo in Egitto con una popolazione di circa 4 milioni di capi e più di recente in Mozambico.

 

Il bufalo di tipo "river" è stato selezionato un po' in tutto il mondo per la produzione di latte totale, anche se non sempre attraverso programmi di selezione strutturati come in Italia. La Bufala Mediterranea in Italia produce oltre 20 quintali per lattazione, con circa l'8% di grasso e il 4,67% di proteina in 270 giorni di lattazione, mentre in India la razza Jaffarabadi e in Pakistan la razza Nili-Ravi producono più di 20 quintali in 319 giorni di lattazione, con il 7,6% di grasso.


Il bufalo di tipo "swamp" è invece da sempre tradizionalmente allevato in sistemi estesivi per fornire forza lavoro, un po’ di latte e carne. Di taglia più ridotta rispetto al bufalo di tipo “river", è stato scarsamente selezionato per la produzione di latte: produce circa 350 kg di latte per lattazione con una media giornaliera di 1-2 kg.


I sistemi di allevamento del bufalo variano quindi molto da Paese a Paese in relazione alla situazione economica locale, al clima, alle colture e alla ragione principale per cui lo si alleva (latte, carne e/o lavoro).

In America Latina, le razze bufaline Murrah e Jaffarabadi, di tipo river, sono state importate dall'India tra il 1940 e il 1960 per migliorare la produzione delle specie di tipo swamp, importate nei secoli precedenti. Oggi, una delle più grandi popolazioni bufaline nel mondo si trova in Brasile con circa 1,2 milioni di capi. Anche in questa popolazione la produzione media è aumentata da 717 kg nel 1995 agli oltre 16 quintali a fine anni 2000.


In linea generale programmi di selezione strutturati in queste condizioni si attuano con molta difficoltà. La situazione di partenza rende complesso costruire un sistema di raccolta dati produttivi e anagrafici efficace e accurato su larga scala. La specie bufalina allevata in Italia costituisce, da questo punto di vista una felice eccezione. Molti allevamenti bufalini in Italia utilizzano podometri, sistemi di rilevazione calori e le sale di mungitura possono essere all'avanguardia quanto quelle dei bovini da latte.


La popolazione bufalina in Italia si stima intorno ai 402.000 capi (dato Istat 2019), di cui circa 12.000 nel Nord Italia (il 3% del totale), 62.000 in Centro Italia (il 16% del totale) e 327.000 nel Sud (l'81% del totale). 

La specie è stata introdotta in Italia forse originariamente dall'Egitto. Il fatto più certo è che è rimasta isolata e questo elemento ha contribuito al suo riconoscimento come razza a sé con il nome di Bufala Mediterranea. 

 

Chi si occupa della selezione della Bufala Mediterranea in Italia è l'associazione di razza (ANASB) costituita negli anni '80 e che dal 2000 gestisce il libro genealogico della razza, il calcolo degli indici genetici e si occupa della gestione del programma di selezione della razza attraverso un programma di prove di progenie e un programma di valutazione morfologica delle primipare.


La raccolta dei dati produttivi e anagrafici e di tutti gli eventi collegati (fecondazioni, parti e movimentazione dei soggetti) è svolta come per tutte le altre razze da latte dall'Associazione Italiana Allevatori attraverso le sue strutture regionali dislocate sul territorio nazionale.


Sono oltre 60.000 le bufale che ogni anno vengono controllate per la produzione di latte e registrate anagraficamente. I dati raccolti dicono che nel 2019 la produzione media per lattazione è stata di oltre 2.350 litri di latte, con circa l'8% di grasso e oltre il 4,60% di proteina. Nel 2019 è stata effettuata la valutazione morfologica di 9.373 bufale e 560 bufali.


Anche nella razza bufalina le tecnologie riproduttive avanzate, come la disponibilità di seme sessato, la fecondazione artificiale e l'ET, sono utilizzate di routine per aumentare l'efficacia del miglioramento genetico negli allevamenti più moderni e organizzati.


Il chip per l'analisi genomica dei bufali


La sequenza completa del genoma bufalino è stata completata nel 2013 per la Bufala Mediterranea da parte del Water Buffalo Genome Consortium. Il processo di annotazione, cioè quel lavoro che...

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