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Preparazione del carro e qualità dell'unifeed

I ricercatori del Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare (VESPA) dell’Università di Milano hanno voluto valutare come la preparazione del carro miscelatore influenzasse l’uniformità dell’unifeed ricevuto dalle bovine.

 

bovine alla miscelata unifeed

 

Si dice sempre come esistono tre razioni per le bovine da latte, la prima è quella fissata nel computer del nutrizionista, la seconda è quella che si carica nel carro e la terza è quella che arriva alla bocca dell’animale. La preparazione del carro è un’arte che si compone di precisione ed esperienza e pertanto piccole variazioni possono alterare la composizione dell’unifeed.

 

Le moderne vacche da latte nella maggior parte del mondo sono alimentate con il sistema dell’unifeed o del piatto unico, definito anche in inglese Total mixed ration (TMR).

 

Lo scopo di tale sistema alimentare è principalmente quello di rendere omogena la razione tra gli animali di uno stesso gruppo. È noto che se animali con esigenze simili ricevono una razione simile e bilanciata la loro flora microbica reagirà in modo più positivo. Anche la funzionalità ruminale ne beneficerà, massimizzando l’efficienza alimentare con la variante che la razione chiaramente subisce delle variazioni giornaliere.

 

Tra le variabili importanti che aiutano a mantenere una buona funzionalità del rumine ritroviamo un bilanciato rapporto tra i nutrienti, la distribuzione delle dimensioni delle particelle alimentari e le caratteristiche di efficacia nello stimolare la ruminazione, così come le fermentazioni ruminali.


Il carro miscelatore si candida come lo strumento ideale per creare un alimento con queste caratteristiche ideali, ossia l’unifeed. L’omogeneità e la distribuzione delle dimensioni dell’alimento sono di primaria importanza nella nutrizione della bovina da latte. Un carro efficiente e ben preparato prima del suo funzionamento, così come il suo corretto esercizio, permettono di non avere brutte sorprese rispetto ai sopracitati parametri.


Lo scopo alla fine è sempre lo stesso: ottenere una razione bilanciata e omogenea in tutte le sue componenti e somministrata in unico “piatto”. I moderni carri miscelatori sono in grado di tagliare foraggi lunghi e nello stesso tempo possono miscelare omogeneamente le varie componenti.

 

Le bovine che ricevono tutti gli alimenti simultaneamente esperimentano un pH ruminale molto più stabile e favorevole da cui derivano produzioni migliori e aumentata salute, diminuendo i casi di acidosi.

 

Pre-requisito è tuttavia una miscelazione omogenea e, se questa non si realizza, si creano le condizioni per le quali un animale ha la possibilità di selezionare l’alimento, il che ne peggiora le performance. Non si può realizzare una buona razione se il carro non è gestito bene.


Scopo di una ricerca del Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare (VESPA) dell’Università di Milano è stato quello di gettare luce su quali fossero le condizioni ottimali in cui dovrebbero essere combinate il livello di carico del carro, l’intensità di taglio e la durata di miscelazione per ottenere la migliore omogeneità in mangiatoia


Tre livelli di carico, taglio e tempi di mixing


Sono stati utilizzati tre livelli di carico pari a 40, 70 e 100% della capacità di carico nominale del carro. Sono stati scelti tempi di taglio e tempi di mixing pari a 4, 5 e 6 minuti. La dieta era composta con un rapporto foraggi concentrati pari a 70:30 e sono stati testati/utilizzati due carri miscelatori verticali della capacità massima di 21 metri cubi. Sono stati prelevati campioni all’inizio, a metà e alla fine della corsia di alimentazione. La corsia di alimentazione aveva una lunghezza di 50 metri.


Il tempo di taglio non ha dimostrato alcuna incidenza sull’omogeneità dei campioni. Quando venivano esaminati gli effetti del carico del carro sui livelli di proteina grezza e dell’NDF dei campioni le differenze riscontrate erano statisticamente significative per entrambi i parametri. In merito al tempo di miscelazione, esso era in grado di influenzare le variazioni della sostanza della dieta. Le ceneri dei campioni raccolti variavano in funzione del livello di carico del carro miscelatore. Caricare il carro al 70% della sua capacità nominale dimostrava i livelli minori di variazione tra i valori di analisi chimica attesi e riscontrati nella NDF e nei grassi. La sostanza secca e l’NDF hanno mostrato differenze lungo il fronte di mangiatoia che erano influenzate dal tempo di miscelazione, mentre le stesse non venivano rilevate alla fine del periodo di preparazione del carro poco prima della somministrazione.


Fonte: Italian Journal of Animal Science, 2019; vol. 18, n. 1: pp. 1093–1098. 

 

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