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Conservazione dell'unifeed sottovuoto ed effetto della rottura dell'involucro

Uno studio realizzato da due Università brasiliane (Parana e Maringa) ha preso in considerazione gli effetti dell’esposizione aerobica accidentale sulla conservazione dell’unifeed preservato attraverso la tecnica dell’insilamento.

 

rotoballe unifeed

 

Il carro unifeed si compone di foraggi, concentrati, fonti proteiche, minerali, vitamine e additivi ed è ampiamente utilizzato nelle aziende di bovine da latte. Lo scopo è quello di fornire alla bovina una razione completa. Tuttavia, alcuni degli alimenti umidi sono sensibili al deterioramento e nel caso di scarsa managerialità da parte dell’allevatore o del proprio personale essi possono ridurre i benefici forniti dall’utilizzo del carro miscelatore.


Una possibile alternativa potrebbe essere quella di insilare l’unifeed in toto per permettere in tal modo un migliore utilizzo del carro miscelatore. Questa tecnologia è stata pensata per aiutare gli allevatori che abbiano limitazioni nella forza lavoro, nelle macchine e per gli allevatori che non abbiano la capacità di acquistare certe materie prime.


Il vantaggio è l’eliminazione della preparazione giornaliera del carro, una migliore conservazione soprattutto in climi caldi dell’unifeed, specialmente quando contiene alimenti altamente fermentiscibili, l’ottimizzazione del trasporto, oltre alla commercializzazione di razioni pronte all’uso. Esistono aree nel mondo (ad esempio il Brasile) in cui l’unifeed è commercializzato in rotoballe rotonde del peso di una tonnellata e sigillate con film plastico (dai 6 agli 8 strati).


Tali rotoballe sono però pesanti e difficili da movimentare, con il rischio che il film plastico possa venire danneggiato con la formazione di fori attraverso i quali penetra l’aria, mettendo a dura prova la stabilità dell’unifeed insilato.

 

La presenza di ossigeno favorisce la comparsa e la proliferazione di microorganismi indesiderati quali lieviti, funghi e batteri aerobici. Questi per crescere utilizzano il materiale dell’unifeed diminuendo la qualità, la salubrità e il valore nutritivo dello stesso. L’aumento della temperatura conseguente diminuisce anche la sua appetibilità per gli animali. 


Non esistono dati sulle perdite causate dalla penetrazione dell’ossigeno in una matrice ricca di nutrienti come l’unifeed insilato qualora questo venga esposto all’aria a causa della perforazione del film plastico

 

Buchi nel film protettivo


Scopo di uno studio realizzato da due Università brasiliane (Parana e Maringa) è stato quello di valutare la conservazione di un TMR insilato in rotoballe tonde e filmato con strati plastici con o senza la presenza di buchi nel film protettivo.


A tale scopo sono state utilizzate 8 rotoballe del peso di 1.000 kg contenenti unifeed e con una densità di 370 kg per metro cubo. 

Dopo 10 giorni di insilamento 4 rotoballe sono state scelte random e sono stati realizzati due fori della superficie pari a 25 cm2 ciascuno nelle facce opposte. La temperatura al centro del ballone è stata misurata durante la conservazione grazie a un data logger. Dopo 60 giorni i balloni sono stati pesati per misurare la sostanza secca persa. Le misurazioni effettuate sono state: la sostanza secca, la composizione chimica, il pH, l’acido lattico e la conta microbica. La temperatura delle rotoballe aperte è stata misurata con una termo-camera a raggi infrarossi.


La presenza di buchi nella plastica ha influenzato il livello di sostanza secca, la sostanza secca rimanente e il pH, mentre il contenuto in acido lattico, la conta microbica e la temperatura non sono state modificate in modo statisticamente significativo.


In generale questo studio indica come in tale sistema di conservazione dell’unifeed si dovrebbero evitare i buchi nel film plastico, anche se la presenza di buchi di dimensioni di 25 cm quadrati non era in grado di determinare chiare perdite quali-quantitative in tale sistema di conservazione. 


Fonte: Transl. Anim. Sci., 2019; vol. 3: pp. 1543–1549 doi: 10.1093/tas/txz132

 

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