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Le erbe infestanti del mais

 

Convolvulus arvensis

 

La flora infestante causa nel mais le maggiori perdite produttive durante i primi periodi di coltivazione. Alcune piante molto competitive sono invece in grado di provocare danni anche con la pianta sviluppata.

 

Ad esempio, le perennanti Sorghum halepense da rizoma, presente soprattutto nelle monocolture di mais, e il convolvolo (Convolvulus arvensis e Fallopia convolvulus, foto sopra) sono in grado di ridurre drasticamente la produzione, oppure di inquinare gli insilati quando la coltura è infestata da essenze tossiche come Datura stramonium.

 

Inoltre, in zone fluviali,  è in grado di svilupparsi sino a rendere non trebbiabile l’appezzamento (foto sotto).


Sicyos angulatus


Il panorama floristico che caratterizza questa coltura ha assunto negli ultimi tempi una connotazione precisa con tendenze evolutive ben definite in relazione alle condizioni ecologiche, alle pratiche agronomiche adottate (minima lavorazione, semina su sodo, aratura) e alle tecniche di lotta impiegate (pre o post-emergenza; possibilità di utilizzo di terbutilazina).

 

Un aspetto fondamentale per quanto riguarda la tipologia infestante è rappresentato dalla temperatura del suolo durante l’epoca della seminaI bassi livelli termici frequentemente registrati nel caso delle semine anticipate possono indurre lo sviluppo di una vegetazione infestante tipicamente caratteristica dei cereali vernini, favorita nella competizione dalla crescita rallentata della coltura. Particolarmente aggressive, risultano in tali condizioni le poligonacee (Polygonum aviculare, P. persicaria), Matricaria chamomilla, Stellaria media, Veronica persica.


La pratica della semina anticipata del mais, diffusa a partire dalla fine degli anni ’90, è prevalentemente finalizzata a ridurre le esigenze idriche della coltura, limitare gli attacchi della piralide e della diabrotica e ad anticipare la raccolta. Le semine ritardate, tipiche della coltivazione del mais in secondo raccolto, sono per contro caratterizzate dalla presenza di specie macroterme a rapida crescita vegetativa quali Paniucum dichotomiflorum, Digitaria sanguinalis, Setaria viridis, Amaranthus retrofluexus, Portulaca oleracea e Solanum nigrum.


La presenza eccessiva o non equilibrata degli elementi nutritivi favorisce l’attività competitiva delle infestanti, essendo molte di queste dotate della capacità di sviluppare l’apparato radicale in anticipo rispetto alla coltura. Elevate quantità di azoto nel terreno, oltre a selezionare il tipo di infestante che può svilupparsi (come le setarie), possono anche stimolare la germinazione e la nascita delle infestanti.

 

Le tradizionali pratiche agronomiche hanno dimostrato di avere una notevole influenza sulla dinamica della flora infestante. Ad esempio, con...

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