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Azienda Valserena. L'importanza di farsi riconoscere

Trovare una nicchia con il proprio prodotto e proporsi al consumatore direttamente, puntando alla specificità del proprio Parmigiano Reggiano e raccontando con tutti gli strumenti a disposizione una storia che va oltre il formaggio. È la strada intrapresa dalla famiglia Serra nella azienda Agricola Valserena, a Gainago di Torrile, in provincia di Parma. Una strada che porta lontano, partendo dalle vacche Brune e arrivando ad un Parmigiano Reggiano di qualità superiore, seguendo la storia di questa tenuta e delle generazioni che si sono succedute.

 

bovine Brune in stalla


“Vorrei un kg di Valserena”. Una frase come questa è la prova che il lavoro degli ultimi anni è stato fatto bene e comincia a dare i suoi risultati. La richiesta, da parte del consumatore, non solo di Parmigiano Reggiano, ma di una specifica origine, con un suo nome distintivo, sottolinea un passaggio importante: per chi produce e vende Parmigiano Reggiano è possibile differenziarsi, crearsi una propria nicchia, riconoscibile al gusto ma anche prima, dal marchio e dalla confezione.

 

Questo lavoro è da anni l’impegno primario dell’azienda Valserena di Gainago di Torrile, in provincia di Parma. Una stalla con circa 280 bovine in lattazione e una produzione di Parmigiano Reggiano nel proprio caseificio da più di un secolo e mezzo. Vengono prodotte annualmente 5.200 forme di Parmigiano Reggiano e ogni forma è griffata Valserena.

 

forma grana Valserena

 


Oltre al Parmigiano “Solo di Bruna” e al burro a breve partirà anche la produzione e la vendita di yogurt, tutto a marchio “Valserena”

Differenziarsi e costruire una nicchia nella nicchia

Sicuramente – come spiegano Gian Domenico Serra, con i figli Giovanni, Antonietta e Niccolò, un primo, importante momento di differenziazione e di caratterizzazione dell’offerta si è avuto con l’adesione al Consorzio “Di sola Bruna”. Trattandosi di un allevamento storicamente legato alle bovine di questa razza, la cosa è stata naturale.

 

Un passaggio che, con il marchio apposto sul piatto, permette di identificare questo Parmigiano, potendo contare sulle riconosciute doti casearie del latte di Bruna, ma anche su quel tocco in più a livello di immagine verso l’acquirente dato dall’essere prodotto con il latte di una razza “antica”.

 

L’azienda è anche certificata “No Ogm”, dettaglio di un certo peso a livello di marketing.  C’è poi la parte legata alla creazione di un proprio marchio e al rinnovamento del packaging. Due elementi tutt’altro che secondari.

L’importanza di marchio e packaging

Per quanto riguarda il marchio, si è trattato di un radicale rinnovo rispetto al precedente, frutto di un importante lavoro di ricerca grafica. Ricorda più l’etichetta di un grande vino che di un formaggio, almeno per quel che siamo abituati a vedere fino ad oggi. E, proprio come per un vino è evocativo e di impatto.

 

Indica un nome, un marchio; suggerisce qualità e nobiltà e una storia che risale il tempo e le generazioni. Insomma, una cosa riuscita. Anche il  packaging è stato rinnovato, una valigetta di grande eleganza, che sicuramente non si getta dopo l’uso, in grado di contenere più pezzi di formaggio (fino a 3 kg), per poter offrire diverse stagionature. Una confezione che accompagna e rafforza l’immagine di qualità del prodotto che contiene.

Costruire e consolidare la clientela

Ovviamente non è solo una questione di marchio e confezione. Nell’azienda Valserena, allorché si è deciso alcuni anni fa di passare alla vendita diretta del prodotto al cliente finale, molto lavoro è stato fatto anche su altri fronti. Ad esempio quello cruciale della costruzione e dell’ampliamento...

 

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