Analisi Fieragricola su dati CLAL: buone notizie per il mercato mondiale del lat

goccia di latte


Grazie una domanda di prodotti lattiero-caseari stimata in crescita del 2,5% a livello mondiale, il 2020 dovrebbe sorridere agli allevatori e mantenere una certa stabilità dei prezzi globali, almeno per il primo semestre.

Sono queste le previsioni fatte all’Ufficio stampa di Fieragricola, rassegna internazionale in programma dal 29 gennaio all’1 febbraio prossimi, dal team di Clal.it, portale di riferimento del settore a livello internazionale.

A mantenere le stime su un quadrante positivo – secondo Clal.it - contribuiscono in particolare due elementi: una domanda di prodotti lattiero-caseari in crescita e, per converso, un aumento della produzione relativamente modesto.

Secondo le elaborazioni di Clal, in particolare, nel periodo gennaio-novembre 2019 la produzione di latte dei primi Paesi esportatori per volume (Argentina, Australia, Bielorussia, Cile, Nuova Zelanda, Ucraina, Ue-28, Usa, Uruguay) si è attestata a 276.399.000 tonnellate, in diminuzione dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Nei primi 10 mesi del 2019 si attesta a livello globale un deficit produttivo in Milk Equivalent (equivalente latte, formula che comprende polvere di latte intero, formaggi, polvere di latte scremato + burro e latte alimentare) di oltre 6 milioni di tonnellate.

La Cina, principale Paese importatore nel settore lattiero-caseario a livello planetario, anche nel mese di novembre ha segnato un’accelerazione dell’import di burro (+108% su base tendenziale), latte confezionato (+7%), polvere di latte intero (+55,8%), formaggio (+20 per cento).

Anche l’Italia ha beneficiato di questa accelerazione delle importazioni.

Fra gennaio e novembre del 2019 Italia ha inviato 4.327 tonnellate di latte confezionato, aumentando i volumi del 29,6% rispetto allo stesso periodo del 2018; boom anche per crema e panna, cresciute del 160,84%, per una quantità che sfiora le 900 tonnellate.

Performance indubbiamente lusinghiere, ma valori ancora piuttosto lontani rispetto ai Paesi «top exporter»: Nuova Zelanda nel settore creme di latte con 81.857 tonnellate (+53,29% rispetto al periodo gennaio-novembre 2018) e Germania nel segmento del latte confezionato, con quest’ultima che ha commercializzato 232.022 tonnellate fra gennaio e novembre 2019 (+55,69% su base tendenziale).

Produzioni di latte in Ue-28 e in Italia


Se fra gennaio e ottobre 2019 le consegne di latte in Ue-28 sono aumentate in volume dello 0,4%, fra i «big player» solamente Regno Unito, Polonia e Irlanda hanno incrementato le produzioni, rispettivamente dell’1%, dell’1,9% e del 6,9% su base tendenziale. Frenano, invece, le consegne di latte in Germania (-0,4%), Francia (-0,5%), Paesi Bassi (-1,4%) e Italia (-0,5 per cento).

Per quanto riguarda l’Italia, il 44% della produzione lattiera è lombarda. Seguono Emilia-Romagna (16%), Veneto (10%), Piemonte (9%) e Trentino Alto Adige (5 per cento). Di queste regioni, Lombardia e Piemonte hanno prodotto più latte, rispettivamente dell’1,27% è dello 0,03% rispetto allo stesso periodo del 2018.

 

(Fonte: Ufficio stampa Fieragricola)