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Fare un ottimo insilato è oggi possibile per tutti

Fare ottimi insilati è indispensabile per un latte di qualità, animali sani, costi aziendali più bassi. E fare ottimi insilati è ormai alla portata di qualunque azienda. Molto è cambiato, infatti, negli ultimi due decenni, sia nelle conoscenze su come insilare e come evitare errori, sia nelle attrezzature a disposizione. Se ne è parlato in un incontro organizzato a Carmagnola (TO) dall’Arap. Relatore il prof. Giorgio Borreani, dell’università di Torino, uno dei punti di riferimento, con il suo gruppo di lavoro, della ricerca in materia di insilati.

 

trinciatura triticale

 

Un insilato fatto bene ha pochi rivali quando si parla di produzione foraggera. Per qualità del prodotto, per economicità, per sostenibilità. La questione fondamentale però è che l’insilato sia effettivamente fatto bene, e qui le cose si complicano e non sempre, e non dappertutto, questa condizione è rispettata. Ne sorgono problemi di vario genere e gravità, che si trascinano fino alla lavorazione del latte, per la caseificazione ma anche per il latte alimentare.

Tuttavia, le conoscenze attuali sugli insilati e il progresso che c’è stato nella messa a punto di tecniche e attrezzature sempre più efficaci, mettono alla portata di tutti la possibilità di fare un insilato eccellente. Insomma, forse vent’anni fa non era così, ma oggi non ci sono più scuse per fare un cattivo insilato.

L’eccellenza è alla portata di tutti. Questo il senso della relazione che il prof. Giorgio Borreani, dell’Università di Torino, ha tenuto a Carmagnola(TO) il 19 febbraio scorso, nell’ambito di una serie di seminari organizzati dall’Arap e dedicati alla nutrizione della bovina da latte. Giorgio Borreani, insieme al collega ricercatore Ernesto Tabacco con cui condivide un'assai ampia mole di ricerche, è uno dei punti di riferimento della ricerca e della sperimentazione sul campo in materia di insilati, non solo in Italia ma a livello mondiale, e questo rende le sue considerazioni ancora più meritevoli di attenzione.

Chi attacca gli insilati?


Un primo passaggio ricco di suggestioni è quello che il prof. Borreani ha dedicato all’argomento insilati in generale, partendo da una crescente diffidenza riguardo al loro utilizzo in allevamento, con un proliferare di iniziative (ad esempio il latte-fieno), che fanno dell’assenza degli insilati il punto forte della loro diversità e – concetto sottointeso – qualità.

 

Senza scomodare il Parmigiano Reggiano, da sempre off limits quanto a insilati, anche nella filiera del Grana Padano il tema è discusso e valutato, in connessione alla necessità di utilizzare il lisozima, e crescono le iniziative di formaggi Grana Padano prodotti senza fare ricorso agli insilati.

Ma come stanno veramente le cose?
Per Giorgio Borreani i pregi degli insilati sono…

 

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